Week’s Diet

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Lacrime sul G.R.A.

Non ero mai sbottata a piangere in macchina da sola.

Oggi mi è capitato per la prima volta sul G.R.A.

Afflitta dall’incapacità di gustarmi i pochi minuti che ho a disposizione con la mia famiglia.
Incapace di bloccare la lunga lista dei problemi che mi elencava mio padre.
E mia madre, in silenzio, seduta lì. A cullarsi nella sua oceanica tristezza, nei suoi incontenibili rimpianti. Tutto in attesa che qualcuno possa curare i suoi occhi. E in questo già ci hanno disillusi.

Alla fine i miei commensali, padre e fratello… mi dicono che … beh che sostanzialmente sto sprecando la mia vita. Che non sto facendo niente. Che il fumetto non mi porterà ovunque, che lui non è quello giusto per me. Che sto sprecando i migliori anni della mia vita.

I migliori Anni della mia vita. Sprecati.

Ed alla fine, mi resta un vuoto, ed intorno al vuoto… galassie di problemi.

Così accompagnata dal best of degli Smashing Pumpkins mi trovo a piangere come una disperata alle 16.47, da sola alla guida del volante, tra l’uscita di ciampino e quella della cecchignola.

Senza risposte. Senz’àncora da gettare in questo mare di asfalto e amarezza.

E’ colpa del caldo. E la PW è una passeggiata per chiunque sia un minimo letterato

E’ colpa del caldo se non ho scritto praticamente nulla questo mese.

E’ quel che dico per giustificare la mia pigrizia. Nella casa in cui mi trovo ora, ed è tra l’altro la prima volta che non abito in una casa “non mia/della mia famiglia”, c’è una piscina ed ho speso davvero molto tempo e fatica nel pulirla. Fatto sta che ho quasi “imparato il mestiere” e vi assicuro che non sarebbe male fare il “manutentore di piscine” come lavoro per arrotondare. Anche lì però ho visto che servono brevetti corsi ed attestati… e quindi ieri mi ritrovavo lì… a guardare chi si faceva il bagno, tutta soddisfatta della mia costanza. A questo va annesso tuttavia un sacco di cose brutte. Di fatto non so come né perché mi ritrovo ad essere ignorata, con persone che mi parlano alle spalle o altre che vengono da me   a dirmi che quello ha detto e ha fatto perché io ho detto e ho fatto. In sostanza è esattamente come un condominio: tutti si guardano amorevolmente ma poi si pianterebbero coltelli nella schiena a suon di musica del Benny Hill Show. Ed io con la mia paletta ed i test del cloro… mi ritrovo inclusa come “intrusa bastarda” in questo condominio. Wow. Un’aspettativa di vita direi!  per fortuna che ci sono altri “esterni come me” che mi trattano bene, o che non mi tirano addosso palate di letame.

Comunque mi ritrovo sempre a pensare che ad esser gentile te la prendi sempre in quel posto. Cito un “gira gira il cetriolo in culo all’ortolano” tanto per dirne una.

Insomma l’unico che ci ha guadagnato è stato il mio compagno che non ha fatto una mazza e  a cui è stato attribuito tutto il merito del mio lavoro. Ci divertiamo infatti al riguardo ironizzando sull’esser diventata come il personaggio principale del “Portaborse” … con la sola differenza che anche lui è esasperato dal condominio ma sa fare molto bene buon viso a cattivo gioco. Vorrei imparare da lui. ma io sono come sono. Nonostante odi davvero i cetrioli.

Questo scritto così stupidamente mi amareggia per cose ben più grandi: l’italiano medio è diventato talmente avaro, egoista e materialista dal non vedere oltre la punta del suo naso. Sta sempre lì, in bilico ed insoddisfatto, a consumarsi sui prati verdi altrui… perché la sua di felicità, la ignora, ma come vede bene quella scarna e povera degli altri. Ignora la disoccupazione, e i suicidi, e quei lavoratori che pisciano piombo a causa di una fabbrica a Taranto -tanto per dirne una- e la proteggono perché scelgono il cancro e la miseria pur di mantenere i propri figli. Ignorano la gente negli ospedali, gli incendi. Ignorano la bilancia del ragionamento, i cassaintegrati, i “compro oro” e gli zingari al semaforo. I ricchi si aggrappano all’idea di ricchezza perduta e si lasciano consumare dal vizio e dal consumismo. .. dall’erba verde del vicino…. da tutti che vogliono rubare le coseeee… i ladriii… le ladreee…

Mentre tutto crolla a pezzi, ed io pulisco una strana pozza blu. In lontananza delle vampe di cenere nera si arrampicano al cielo, dietro ad antenne magnetiche e menzogne e ipocrisia.

Non c’è più una vera classe intellettuale. Non c’è. L’arte è morta come prodotto. In questa stella cadente di questo sistema marcio… scopro di avere compassione per tutti loro.

Movimento Foglianera.

Essendo in terra straniera, che in realtà è anche parzialmente la mia terra, dato che parte dell’istruzione l’ho ricevuta qui… beh sto realizzando cose davvero assurde.

Alcune persone non comprendono che io non sono fisicamente a casa, e continuano a comportarsi come se io fossi lì. Insomma non riescono a realizzare che sono in un altro paese. Continuano a farmi richieste che non posso eseguire. Soprattutto perché non mi sono spostata con tutta la mia casa.

La mia propensione alla gentilezza e alla disponibilità mi mette sempre nei guai: raramente trovo persone che si sentono soddisfatte del fatto che le ho aiutate lavorando… a gratis. Mi aspetto sempre di avere risultati buoni, nuove opportunità… e invece ottengo praticamente il contrario. Beh si, è il angolo di web e mi sfogo qui. considerate che il 75% del mio lavoro… è a gratis. Non in nero, a gratis. E sapete cosa c’è di davvero incredibile? che spesso e volentieri quelli che hanno pagato sono molto più gentili di quelli che non l’hanno fatto.

Di norma ricevo le scuse più varie, dal “non ho soldi” alle situazioni davvero tragicomiche “no dai davvero… cioè non riesco a fare la spesa ma ti pago…. aaah se solo QUALCUNO potesse credere in me e farlo aggratissss” … e lì io ci credo e ci casco. Ci casco sempre. Poi io sono a casa a lavorare a gratis e lui se ne parte in vacanza per l’estate. Io sono casa con i miei vestiti stracciati e bucherellati, l’altro passa con magliette all’ultimo grido, scarpe nuove, occhiali da sole griffati, borse chic, macchine nuove insomma…. ma quanto diamine sono fessa???

Per me c’è un gran detto: gira gira il cetriolo… in culo all’ortolano.

Insomma dovrei diventare una persona più determinata, e quando viene la gente a dirmi le cazzate, dovrei semplicemente restare in silenzio a guardarli, e pensare che loro non sono me. Che il mondo non è un bel posto. La gentilezza viene ripagata con un bel calcio in … cu’…
insomma nulla di nuovo. Ho rovinato delle persone un tempo a me care dando loro troppo. Le ho viziate. E’ solo che inizio davvero a sentirmi esasperata. Insomma io ci credevo in alcune persone… mi aspettavo da loro … qualcosa di positivo. Il mio risultato? delusione allo stato puro. Ma la verità è che la delusione più grande, sono io. Sono io che ho creato queste situazioni. E’ stata foglianera a dire sempre di si per il quieto vivere. Foglianera che mente, affermando di avere torto marcio quando è esattamente il contrario. Foglianera… paladina della verità in un mondo dove la verità è una grande ed intangibile utopia. Mea culpa. Solo mia.

Sto cambiando aria. Non mi dispiace. Se ritorno in Italia, è solo per la persona che amo. e quel “solo”… è “tutto”, quando si ama.

Tutto il resto… è schifo. E’ fregatura, è delusione, è impiccio… gente che spettegola… che non ha una mazza da fare… se non inventare storie per farsi film. Basta basta basta!! ma possibile che sono così magnetica da generare negli altri tutti questi pettegolezzi?! Poi va beh… sarà che ora sono troppo cupa perché i denti del giudizio hanno deciso di risvegliarsi. Escono? no, ovviamente non hanno spazio. In fin dei conti… beh… non mi chiamo FORTUNELLA per niente.

Mi sto cagando sotto con questa cosa dei denti. I lettori più accaniti avranno di certo letto la mia ultima esperienza dal dentista (gli ho dato una gomitata in pancia strappando via l’impronta che mi faceva star malissimo di stomaco). Ora non so come farò con i miei denti… temo per la sopravvivenza del mio dentista. Davvero. Ho un countdown attivo nella zone dell’inconscio.

Lascerò la febbre rincoglionirmi un altro pochino. Tra analgesici, paura, stress, povertà, e mal di denti… potrei diventare a breve un serial killer se continuano a rompermi le scatole.

E TI AIUTO IO! … oltre il giardino.

Starete tutti domandandovi: “Ehi!? ma cazzo dai hai messo la password agli ultimi due post?!” si. Si perché ho avuto il 300% delle visite in più, la vicenda del “cazzo dai non mi prendere per il culo” è diventata qui una vicenda sociale. Roba che se le persone che hanno fatto gossip avessero investito le stesse energie nel lavoro o nello studio, avrebbero ottenuto subito una promozione o una laurea ad honorem. Invece siccome non hanno un cazzo da fare, hanno pensato bene di investire il loro prezioso tempo a ricreare una situazione da talkshow americano o giù di lì. E mi fa cagare.

Ma il post di oggi non è un proseguimento ai due che mi son trovata costretta ad oscurare. Quella è una faccenda chiusa, gonfiata fino all’ossesso, nonché davvero da “terza elementare”. No io vorrei proseguire la narrazione della mia vita. Si… vorrei condividere con voi la mia vita dal giardino fino al punto di raccolta verde.

Io ve lo devo dire. 

200metri… 200metri di panico.

Dopo avermi chiesto se parlano italiano perché facevo giardinaggio, e dopo avermi chiesto “quanto prendevo” perché mentre andavo a buttare la mondezza mi hanno scambiata per una mignotta… stamattina c’è stata la creme de la creme: la dichiarazione d’amore.

Ora io non voglio spezzare cuoricini… però … va beh…

Come già ho detto, abito su una via famosa di roma. Siccome ha parecchi semafori, vantiamo una quantità di venditori ambulanti che voi umani… a stento potreste immaginare. Ora… ogni semaforo ormai ha il suo. E siccome io sto proprio vicina ad un semaforo… anche io ho dovuto famigliarizzare con il tipo. Questo qui piano piano si è allargato nel tempo con me. Ha iniziato a regalarmi fazzoletti, accendini, stuzzicadenti, nonostante insistessi e glieli tirassi indietro perché non li volevo. Poi ha iniziato a farmi il baciamano chiamandomi “principessa”, una volta, due, poi gli ho detto “senti MA ANCHE NO HAI ROTTO LE PALLE”… lui ha semplicemente ignorato il fatto che io lo ignorassi… e quando passavo mentre non ero in compagnia del mio ragazzo questo non ha iniziato a chiedermi “dai ci salutiamo coi bacetti”… io: “EH? come scusa?”… lui :”Eh si dai bacetti su guance… sei troppo bella” insomma mentre io lo evitavo alla meno peggio lui continuava a provarci come uno schifoso… le mie amiche “eh ma ignoralo”… “eh ma lui non è scemo” ho replicato io.. perché dove lascia le sue scorte??? Nooo non mi dire?!?!? nel vialetto di casa mia!?!? va beh… da qualche parte le dovrà pur mettere. E poi non è sempre un male: l’8 marzo per esempio ho rubato due pacchi di mimose e mi ci sono arredata casa. “ahhh che stronza penserete voi”… beh l’albero di mimose in giardino è stato diserbato il 7 marzo di notte da persone che sono entrate in casa e hanno segato tutto… voglio dire…

cmq oggi stavo proseguendo la mia giornata garden… andava tutto bene… fino a quanto mentre svuotavo la cariola piena di sterpaglie al punto di raccolta… quello dal semaforo inizia a correre.  “Principessa, ti do una mano” dice lui. “No, grazie, davvero.”. “Vieni qua”. Lui continua ad avvicinarsi. Riprendo i manici della cariola vuota e mi riavvio verso casa. di fretta. Per fortuna lui si ferma dopo un po e per chiarirgli le idee gli dico “grazie, ma non ho bisogno di aiuto”. Riempio di nuovo la cariola… e lo trovo che fa finta di parlare al telefono… TOH… davanti al punto di raccolta. Mentre mi avvicino TOH lui casualmente finisce la conversazione e fa: “Allora… ” era un allora … come dire… arrapato? mi sono incazzata come una iena. Davvero

Dal profondo del cuore.

Io voglio solo una cosa: che mi si lasci in pace.

Il mondo è pieno di mignotte e di tipe che vogliono farsi saltare addosso.

Ora…

PERCHé DIAVOLO LA GENTE MI VIENE A ROMPERE I COGLIONI???? AAAAAARGH

… Lo ignoro… svuoto la cariola mentre lui mi fa la radiografia.

Torno in casa, e vedo che stavolta lui era seriamente interessato a capire BENE quale fosse l’entrata di casa mia.

Mi sono detta. Va beh mo ci da un taglio… stavolta si mette lungo il vialetto in stile “pedaggio” al tel.

Sapete com’è finita? che sono riuscita con la cariola piena e lui stava ancora lì. Ho bestemiato, ho lasciato la cariola così in mezzo al vialetto. Sta ancora lì. Immagino che manderò un uomo a svuotarla più tardi.

Che palle.

L’inutilità della sincerità

E quindi non finisce qui. Il peso della sincerità? che la ragazzina in questione poi,  incapace di gestire le conseguenze del suo comportamento, mobilita mamma, papà, ragazzo, nonna, sorella, amici -ghoul (chiamo così quelle amicizie dove l’amico in questione non è assolutamente in grado di intendere e volere  ed esegue a bacchetta l’ordine del padrone), colleghi della madre, cugine, zie di terzo grado.

… ma… ma… non c’hanno un lavoro? una casa??? UN HOBBY?… non studiano? non fanno sport?

evidentemente no.

Beh fatto sta ora mi minacciano con potenziali denunce.
bello, eh?

perché? eeeh perché la sincerità in questo posto non serve a niente. Perché uno crede che le persone siano oneste e intelligenti. Il risultato? pessimo. Tuttavia scoprire che le persone attorno sono una manica di ipocriti, affaristi e quant’altro fa sempre bene. Cesare venne pugnalato dal figlio, mica da uno sconosciuto. E chi ti avvelena di norma è chi siede al tuo stesso tavolo.

Mi sento esattamente nella situazione di quei famosi insegnanti disgraziati, che si trovano davanti cafoni pluribocciati, che non sanno scrivere, che non conoscono le tabelline, che non sanno le date delle guerre mondiali né leggere i numeri romani… quei disgraziati comunicano al ragazzo “guarda, dovrei bocciarti perché sei ‘gnurante” e quello va a piange dalla madre dicendo che il prof lo sevizia, maltratta e tortura. Che non lo fa parlare. … Il genitore invece di mollargli due ceffoni, si impettisce e va dal prof, puntando il dito e blaterando minacce.

Ecco. Esattamente quella stessa sensazione.

Per aver parlato con il cuore in mano.