Sognare i Topi

Credit on the bottom of the article!

Ecco. Sono rimasta davvero, incredibilmente sorpresa dagli ultimi sogni che sto facendo, e che con difficoltà riesco a ricordare. Mi sono ripromessa di ricominciare a scriverli, perché credo sempre meno si tratti di mere coincidenze. Tre anni fà circa, quando dovevo iniziare uno stage… sognai qualche notte prima di recarmici. Il posto lo avevo immaginato io, poiché non sapevo nella realtà com’era… tuttavia sapevo che quello era il posto. Mi aprì un tipo che mi fece visitare questa “casa” dalle molte stanze (le aule), finché non mi fece entrare in questa stanza, un vero tugurio, dicendomi “ecco, qui è dove vivrai”. Mi guardai intorno… faceva tutto schifo. Polveroso, sporco, poco illuminato. Poi dal letto e da altri mobili sono usciti un sacco di gatti, tutti neri, mi pare fossero tipo 6 gatti femmine e 6 maschi… insomma mi hanno assalita tutti insieme e hanno iniziato a graffiarmi e divorarmi. Beh… io pensavo di aver mangiato pensante. Ma quando poi vidi l’aula, aveva quel non so ché di tugurio… e la cosa più inquietante era che il numero delle persone equivaleva ai gatti, così come il loro genere.

Di fatto a distanza di anni so che hanno sempre parlato malissimo di me e sono individui ricolmi di invidia e pensieri meschini.

Ed ora… Prima che inizi un altro stage… eccoti qui che mi sogno i ratti in casa.

Purtroppo non ricordo benissimo il sogno, ma so che stavamo in casa e che c’erano dei topi disgustosi che stavano distruggendo delle cose importanti. Non riesco a visulizzare molto altro… ma mi sembra incredibile che il numero di ratti nuovamente combacia con il numero dei miei nuovi colleghi. E che io sogni tutto ciò proprio prima di incominciare. It’s Creeeepy. Eppure non posso ignorarlo.

E’ probabile che faccia le scelte sbagliate. E che la mente me lo dice così. Il topo però è anche segno di malattia ed io in questo periodo sono una vera chiavica quindi tutto può essere.

photo credit: Murilo Morais via photopin cc

Paola and the Acquarium Project

English  The project goes on… but i noticed i didn’t talk about it on my blog yet. There will be (i hope) 12 illustrations on this style. Now i have to begin the sixth. I took sometime to choose the models. Because i’m not looking for the “beauty chick”… you know the classical thin  – beautiful – plastic woman that says to you “hey i’m so cool, i’m so attractive while you are nothing” TSHHH… i was looking for a type of woman who’s got a fascinating personality, and at the same time is polyhedral: she can be a child, a mature mind, elusive and ferm at the same time. Her real weapon is her personality and not her nose or her lips. I’m so tired to see all that “expiring plastic beauty ” around me.  So this is my project. With these illustrations… like in a acquarium… you swim freely – there’s no gravity, there are no rules, you can live your life dreaming

 

Italiano – Il progetto Acquario avanza… ma mi sono accorta di non averne mai parlato sul blog. Sarà (spero) costituito da 12 Illustrazioni su questo genere. Ora devo iniziare la sesta illustrazione. C’ho messo del tempo poiché selezionare le modelle ha richiesto del tempo. Non cerco la “bellezza slavata” …sapete la classica secca – gnocca – donna plasticizzata che guardandoti ti trasmette il seguente messaggio: “Uhm io sono così figa, così attraente mentre … ma guardati… tu fai schifo” TSK… sto cercando una donna dalla personalità affascinante, che non dev’essere obbligatoriamente autoritaria, bensì poliedrica: può esser bambina, una mente matura, elusiva e tangibile al contempo. La sua arma reale è la sua personalità e non il suo naso o le labbra gonfie. Donne che normalmente sono schiacciate dalle oppressive considerazioni maschile e non sanno appunto liberarsi dalle costrizioni dell’altro sesso. Sono così esasperata nel vedere queste “bellezze deambulanti in scadenza e di plastica”, ragazzine che si fingono donne che non fanno altro che ruotare da SPA a parrucchieri, a palestre. Questo è il mio progetto. Con queste illustrazioni, come in un acquario – nuoti liberamente – non c’è gravità, non ci sono regole, puoi benissimo vivere la tua vita sognando.

Sogno…

Ecco questo è uno di quei sogni davvero strani… in “stile visionario”. Quando sogno gli animali resto sempre assai incuriosita. Per tutta la simbologia che vi è dietro ovviamente! Quelli che ho sognato l’altra notte non li avevo mai sognati prima, per lo meno mai così nitidi. Si può dire proprio … che è stato un sogno macroscopico.

A dire il vero non è che ci sia molto da descrivere, più che altro è aperto a innumerevoli interpretazioni… io ho deciso di interpretarlo in  in maniera globale. Ma prima descriverò il sogno…. E’ molto semplice… c’era una ragnatela… i filamenti erano lucidi, una goccia d’acqua vi era appesa sopra delicatamente, creando vacui riverberi di luce… e sopra vi era un ragno, grande. Dagli occhi neri e il corpo peloso e bruno. Zampe robuste e rinforzate. Lo vedevo davvero in maniera macroscopica. Ero una osservatrice della vicenda. Come se il mio occhio fosse un immenso microscopio. Ad un certo punto si avvicina un Ape… e questa Ape aveva intenzione di uccidere il ragno. Era la natura, in qualche modo doveva andare così. Ma nel mio profondo non capivo: nessuno dei due esseri aveva una reale ragione per uccidersi a vicenda: nessuno aveva realmente, per la sopravvivenza dell’altro, creato enormi minacce. Così, in maniera furtiva tenta di avvicinarsi al ragno, ma per pungerlo necessitava di un colpo molto preciso, cosa che non poteva fare tenendosi in volo. Così si posa al centro della ragnatela, mentre il suo pungiglione si infila nella carne del ragno. Quest’ultimo tuttavia si era accorto nel frattempo di lei ed aveva parte del corpo sopra la testa dell’ape. Il ragno punge a sua volta l’Ape, e poi inizia ad avvolgerla nel suo bozzolo. Non c’è un finale… ma sono quasi certa che l’Ape era bella morta… mentre il ragno era moribondo… o comunque non stava messo per niente bene.

Alla fine mi sono detta che forse era un sogno globale: nel caso ci sarà un vastissimo conflitto bellico… beh… non ne uscirà vivo nessuno. Non ci saranno vinti o vincitori….

So che è molto strano… ma come iconografia il ragno e l’ape hanno davvero una vasta e lunga storia. Nei giorni a venire… controllerò ulteriormente.

Ah: no, non ho mangiato la peperonata 🙂

XIV-I Sognare di stare in macchina

I sogni sulle macchine nel mio caso so interpretarli bene. Soprattutto quello che ho fatto due notti fà.

Dunque partiamo da alcuni punti cardine comuni dell’interpretazione . Sognare di stare in una macchina con qualcuno che sta guidando al posto nostro (cioè noi stiamo in uno dei posti passeggeri) equivale a non sentirsi “padroni” del proprio destino, della propria vita. Chi guida, nel sogno, è quello che secondo una parte di noi sta dirigendo la nostra vita, mentre dovremmo farlo noi. Se siamo noi a guidare, vuol dire che siamo padroni delle nostre azioni, siamo noi a decidere per noi stessi, e nessun altro. Quando la macchina è ferma, parcheggiata, o rotta…. insomma quando la macchina è immobile significa che non abbiamo la sensazione di realizzarci, di proseguire verso i nostri obiettivi di vita. Qualcosa, qualcuno ci blocca, a volte siamo noi stessi seduti nella macchina immobile, eppure non stiamo guidando.

L’altra notte il mio inconscio è stato bello chiaro. Ero in macchina, al posto del passeggero, e al posto del guidatore c’era il mio compagno. La macchina era ferma. Fuori era buio e stavamo entrambi preoccupati, io soprattutto. Io avevo il finestrino abbassato. Ad un certo punto si avvicina un tipo alla macchina. Inizia ad infilarsi dal finestrino e mi mette le mani in faccia, cerca di picchiarmi, mi insulta. Io lo respingo mandandolo diverse volte a quel paese molto rumorosamente. Lui fa per andarsene, ma poi ritorna e di scatto cerca di infilarsi per baciarmi. E’ il quel momento che il mio compagno lo prende con una mano per il collo, e lo stringe talmente forte da staccargli la testa dal resto del corpo. “Ho ancora paura” gli dico “Lo so ma prima o poi dovrai farci i conti” mi dice lui. Io tiro su il finestrino… prima interamente… poi lascio una parte abbassata e gli dico “ecco magari non lo chiudo tutto… magari lo lascio un po aperto così se torna gli facciamo vedere”… e mi sveglio.

La macchina era ferma perché in questo periodo entrambi stiamo attraversando un periodo molto difficile da punto di vista del singolo. Entrambi abbiam davanti prove che ci sembrano insuperabili e nessuno dei due riesce a sentirsi soddisfatto, a dire “cavolo… finalmente riesco ad andare avanti”… entrambi siamo fissati in questa “secca” e ce la stiamo mettendo tutta per uscire. Per questo la macchina è ferma. Ed io sono al posto del passeggero perché la mia gravissima deficienza economica mi ha portata a pietrificarmi. E quindi non riuscendo ad essere indipendente, non posso sentirmi padrona della mia vita, se non vedendola  piena di mancanze, di cose oscure, di cose di cui devo privarmi. E il tipo… il tipo è sempre lì. Anche se durante quella famosa notte (ironia della sorte 8 marzo…) in cui ben due maniaci stupratori hanno tentato di assaltarmi stile “pulmino ULTRA'”  non è successo niente e sono passati anni… ricordo tutto nitidamente come se fosse ieri. Sono stata davvero fortunata (e scaltra anche)… davvero… ma la paura che possa succedere di nuovo mi terrorizza, mi blocca. Ogni persona del sesso opposto che non conosco resta per me un potenziale pericolo.  Odio gli uomini, sempre e costantemente, il più delle volte. Anche se so che c’è qualcuno che mi protegge… so che non ho risolto questo problma… e che la paura torna dal mio inconscio a dirmi che sta ancora lì.

Non vedo l’ora di sognare reagire, reagire pesantemente e violentemente per liberarmi dal terrore… ma per farlo dobbiamo rimettere in moto la macchina, ripartire, ed io devo armarmi. Meglio di quanto sono armata ora.

II27 Sognare i treni.

(Questi Post con intestazione “sogni”  fanno appello al mare della coscienza del web. Nella disperata ricerca di trovare collegamenti con altre menti che come me vivono sogni “lucidi” o esperienze oniriche particolari. E’ innanzitutto un omaggio a Jung. Poi è probabile che il mio cervello sia più vicino a quello di una scimmia che a quello di un genio, ma almeno ne sono consapevole, e non posso far altro, nel mio piccolo e nei miei versi, che tentare di costruire qualcosa che possa andare oltre. Vorrei conoscere altre sognatrici, e altri sognatori. Ho già scritto della mnemonica dei sogni su questo blog, vorrei iniziare ora a scriverli. Ho quaderni pieni di sogni, qui accanto a me… sono tutti scritti lì… eppure restano lì… e solo io posso interpretarli o analizzarli. E non sò… sento che per quanto pericoloso possa essere, renderli in qualche modo pubblici potranno aiutare non solo me, ma anche altre persone. Vorrei comparare con altri sognatori dei simboli ricorrenti, dei luoghi in cui andiamo e camminiamo. Posso dare spesso struttura alle sequenze. struttura spesso necessario, perché dove andiamo noi il tempo non esiste… o se esiste, è tutt’altra cosa.)

Sono seduta nel vagone di un treno. E’ una carrozza abbastanza antica, con sedili di pelle rossa. I treno è pieno di passeggeri, tra questi riconosco alcuni amici del mio compagno. La maggior parte di loro dormono. Uno finge di dormire, ma è come se potessi vedere oltre le sue palpebre: mi fissa, interessato. Mi sento infastidita da questo, e mi alzo. Passeggio per il vagone, osservando le persone. Sembrano essersi tutte accampate su quel vagone. A differenza loro, non ho bagagli. Ho solo quel che indosso, e questo mi fa sentire molto sicura: non ho bisogno di nient’altro. L’unica cosa che mi collega all’esterno, sono i sentimenti. Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando una ragazza mi blocca il passaggio. La conosco. E’ una ragazza che da anni parla male di me. Lo fa con le sue amiche (o meglio, i suoi ghoul) e con chiunque abbia provato un qualsiasi tipo di interesse nei miei confronti (intellettuale intendo). Siamo sole io e lei. Gli dico: “sei davvero una pezzente. Nella posizione in cui ti trovi potresti aiutare tante persone. E che cosa fai con la tua ricchezza? E che cosa fai con il tuo tempo? Con la tua vita? Ti fingi preoccupata della società che ti circonda ma per te non c’è niente oltre il tuo aspetto, la tua apparenza. Parli male di me, da anni, solo perché non ti aggrada il fatto che penso, che sono diversa dal prototipo di ragazza che tu vuoi essere. E’ ripugnante. Tu sei ripugnante. Sei così carina, ma io adesso… vedo davvero un mostro. La tua anima vuota mi spaventa. Ora lo sai perché ho paura di te: le persone dalle anime vuote mi terrorizzano. Ricordatelo sempre: vedo bene che dietro il tuo grande perbenismo e buonsenso, si nasconde una prostituta”. Lei mi risponde con un ghigno disgustato. Io la sposto e vado avanti. Il treno si ferma. Mi sento tranquilla. Finalmente ho detto a quella persone come stanno le cose. Finalmente sa che riesco a vedere la sua vera natura. Dalla finestra del treno vedo lei che in lacrime piange e si lamenta, in mezzo a una decina di persone, fingendosi tanto ferita per quello che le ho detto (riferisce alle persone intorno cose non vere, inventate, non accenna a quel che le ho detto sul serio). Penso: “questa tipa è ancora più cattiva di quanto immaginavo… devo mostrare a tutti la sua vera natura”. Provo a scendere dal treno, mi ritrovo a camminare “controcorrente” immersa in una folla immensa di viaggiatori. Sono l’unica che va nella direzione opposta. Non riesco a riprendere la tizia, tanto meno a trovare il mio compagno.. contro la mia volontà mi ritrovo su un altro treno. Non so come. Sono l’unico passeggero del treno. Non c’è nessun altro. La mia unica grande ansia è che non posso avvisare il mio compagno di dove sono. E’ che mi manca, lo amo, e vorrei tornare da lui per dirglielo. Non mi preoccupa dove sono diretta. Forse a Sud. Guardo fuori dal vetro e vedo la tipa (sempre quella a cui ho fatto il discorso) circondata e coccolata da molte persone. Mi guarda con aria vittoriosa… ma a me sembra lei la perdente di una competizione che non esiste. Provo una grande pena per lei. Il treno va avanti… guardo fuori da finestrino: la stazione sparisce e mi trovo immersa in una città fatta di vetro. Tutte strutture complesse, di elevata fattura architettonica, molto belle… grandi grattacieli di vetro… il mio treno quindi è sopraelevato!!! sul tetto di uno di questi palazzi di vedo c’è un uomo in piedi. E’ fatto tutto di ombra. Ai suoi piedi dev’esserci un cane, anch’esso fatto tutto d’ombra. Mi sveglio.

I11 Sogno nel Sogno… nel Sogno

Questi Post con intestazione “sogni”  fanno appello al mare della coscienza del web. Nella disperata ricerca di trovare collegamenti con altre menti che come me vivono sogni “lucidi” o esperienze oniriche particolari. E’ innanzitutto un omaggio a Jung. Poi è probabile che il mio cervello sia più vicino a quello di una scimmia che a quello di un genio, ma almeno ne sono consapevole, e non posso far altro, nel mio piccolo e nei miei versi, che tentare di costruire qualcosa che possa andare oltre. Vorrei conoscere altre sognatrici, e altri sognatori. Ho già scritto della mnemonica dei sogni su questo blog, vorrei iniziare ora a scriverli. Ho quaderni pieni di sogni, qui accanto a me… sono tutti scritti lì… eppure restano lì… e solo io posso interpretarli o analizzarli. E non sò… sento che per quanto pericoloso possa essere, renderli in qualche modo pubblici potranno aiutare non solo me, ma anche altre persone. Vorrei comparare con altri sognatori dei simboli ricorrenti, dei luoghi in cui andiamo e camminiamo. Posso dare spesso struttura alle sequenze. struttura spesso necessario, perché dove andiamo noi il tempo non esiste… o se esiste, è tutt’altra cosa.

Davvero difficile da scrivere. Ho sognato di essere un’altra. E quest’altra, nel sogno, si è coricata, addormentata, e ha sognato di essere a sua volta un altra donna. Ero contemporaneamente tre donne diverse, consapevole di sognare. Nell’ultimo strato di sogno ho visto il doppio della donna. Un asiatico mi diceva: “vedi? quella sei tu”. Era identica fisicamente a me, ma sentivo palesemente che si trattava di un altra persona. Era appoggiata ad una balaustra, mi dava le spalle. Usava un congegno elettronico, tipo cellulare. Dico all’asiatico: “No, quello è un doppio, non sono io”.

I11 Sogni

Questi Post con intestazione “sogni”  fanno appello al mare della coscienza del web. Nella disperata ricerca di trovare collegamenti con altre menti che come me vivono sogni “lucidi” o esperienze oniriche particolari. E’ innanzitutto un omaggio a Jung. Poi è probabile che il mio cervello sia più vicino a quello di una scimmia che a quello di un genio, ma almeno ne sono consapevole, e non posso far altro, nel mio piccolo e nei miei versi, che tentare di costruire qualcosa che possa andare oltre. Vorrei conoscere altre sognatrici, e altri sognatori. Ho già scritto della mnemonica dei sogni su questo blog, vorrei iniziare ora a scriverli. Ho quaderni pieni di sogni, qui accanto a me… sono tutti scritti lì… eppure restano lì… e solo io posso interpretarli o analizzarli. E non sò… sento che per quanto pericoloso possa essere, renderli in qualche modo pubblici potranno aiutare non solo me, ma anche altre persone. Vorrei comparare con altri sognatori dei simboli ricorrenti, dei luoghi in cui andiamo e camminiamo. Posso dare spesso struttura alle sequenze. struttura spesso necessario, perché dove andiamo noi il tempo non esiste… o se esiste, è tutt’altra cosa.

Mi sveglio nel sogno. Il mondo è in rovina. Vedo colonne spezzate a terra. Vago per le strade. Tutto è di marmo. Le case, i parchi, tutto sembra avere un aspetto antico, nobile, eterno.  Eppure tutto cade a pezzi. Perché sono l’unica ad essere lì? dove sono le altre persone? continuo a camminare, il cielo è perennemente oscurato. Sento un forte pericolo intorno a me. Inizio a comprendere che non c’è nessuno… perché sono tutti morti. vedo amine vagare da una costruzione all’altra. Non posso parlare con loro. Mi indicano una casupola, più giù tra sentieri di alberi, marmi e rovine. Un’ansia mi assale. Vado avanti. Giunta alla casupola vedo tutte le anime nascondersi, terrorizzate. E poi vedo anche io. Le persone vive, nella casupola, vengono massacrate. Massacrate da raggi. Mi pare siano verdi. Assomigliano ad onde elettromagnetiche. Mi nascondo, presa dal panico. Si tratta di un genocidio. Tutti gli umani stanno morendo, tutti. E’ un genocidio che sta sterminando la popolazione terrestre. Vedo alcune anime che si disperdono nell’aria, dopo essersi innalzate in cielo, altre restano. Sento una presenza esterna provenire dal cielo. Cerco di capire da dove provengono queste onde magnetiche… ma è così difficile guardare il cielo. C’è uno strano silenzio nell’aria. Capisco che presto anche io verrò uccisa. Non riesco a capire se sono ancora viva, o se sono diventata un anima anche io. L’unica cosa che mi pare di capire mentre cammino, nascondendomi qua e là… è che siamo localizzati. non c’è via di fuga. Chi manda quelle onde elettromagnetiche riesce anche a localizzare dov’è la presenza di vita umana.  Una disperazione atroce mi prende. Vedo una bambina nascosta. Ha circa sei anni. E’ viva. Le vado accanto e so che devo aiutarla. Ma dove posso portarla? Inizio a fuggire con la bambina, correndo il più possibile. A tratti la tengo per mano, a tratti no. Entriamo un asettico palazzo di pietra e marmo(un tempio direi), senza arredamento, completamente vuoto. Grandi archi quadrati formano delle finestre e fanno passare la luce del giorno. Poi li sento arrivare. Vengono dal cielo. Non so se si tratta di un astronave, di un aereo… di altri umani o alieni. So solo che possono farci fuori in pochi secondi, senza neppure toccarci. Vedo una figura, entrare nel tempio. Non posso proteggere la bambina. Perché da quando entra la figura (assomiglia ad una donna) capisco che ho fallito, che sono uno spirito anche io. Vengo separata dalla bambina, trapasso il tempio, cose se mi avessero spinto con furia, innalzandomi violentemente in aria, inizio a dissolvermi. Nella mia mente so che ho fallito. Non ho salvato quella bambina. Mi sveglio con un forte senso di tristezza.