Lacrime sul G.R.A.

Non ero mai sbottata a piangere in macchina da sola.

Oggi mi è capitato per la prima volta sul G.R.A.

Afflitta dall’incapacità di gustarmi i pochi minuti che ho a disposizione con la mia famiglia.
Incapace di bloccare la lunga lista dei problemi che mi elencava mio padre.
E mia madre, in silenzio, seduta lì. A cullarsi nella sua oceanica tristezza, nei suoi incontenibili rimpianti. Tutto in attesa che qualcuno possa curare i suoi occhi. E in questo già ci hanno disillusi.

Alla fine i miei commensali, padre e fratello… mi dicono che … beh che sostanzialmente sto sprecando la mia vita. Che non sto facendo niente. Che il fumetto non mi porterà ovunque, che lui non è quello giusto per me. Che sto sprecando i migliori anni della mia vita.

I migliori Anni della mia vita. Sprecati.

Ed alla fine, mi resta un vuoto, ed intorno al vuoto… galassie di problemi.

Così accompagnata dal best of degli Smashing Pumpkins mi trovo a piangere come una disperata alle 16.47, da sola alla guida del volante, tra l’uscita di ciampino e quella della cecchignola.

Senza risposte. Senz’àncora da gettare in questo mare di asfalto e amarezza.

Il Protagonista, Capitolo 4

Il protagonista l’aveva sentito arrivare.

Gliel’aveva preannunciato quella donna, minuta ed amabile, che si chiamava su faccialibro proprio come la sua bisnonna.
-“Arriverà” gli disse, seria e dispiaciuta… “…arriverà” ripeté nuovamente, come un eco in una grande stanza vuota.
-“cosa arriverà?” chiese il protagonista spiazzato ed incuriosito
-“Il grande cetriolo” rispose con voce secca e convinta.

-“etiparevaaaaa!” imprecò il protagonista “su dai anche la iettatura no!”

-“non è iettatura… è che è così… gira gira il cetriolo…”
-“scusa ma tietteli pé té sti cetrioli!”
-“ok ok, come non detto. Va beh ma com’è andata?”

-“mah… in generale il cliente, Letterman lo chiamerei, il PNL show, ha continuato a pensare che offrendomi cioccolatini avrei modificato i miei ricordi- ricostruendo il fatto come segue: io non ho lavorato a gratis, quel cosiddetto logo si è auto-generato dall’iperuranio divino”
-“li hai mangiati i cioccolatini?”chiese l’utente faisbucchiano dal nome familiare.
-“… si.” rispose il protagonista abbassando lo sguardo.
-“Male. Si vede che non hai visto la puntata di the big bang theory… quando Sheldon prova ad educare Penny… sai quella puntata dove tenta la PNL con lei, con aiuto dei cioccolatini.” spiegò saccendetemente al protagonista.
-“Funzionò?” chiese lui
-“E’ una sitcom… lì sono gli sceneggiatori che lanciano minicetriolini… cmq si”
-“Maledizione sono stato PNLlizzato” si mise seduto, in preda ad una forte ansia.
-“Te l’ho detto che sarebbe arrivati i cetrioli” sentenziò nuovamente.

Il protagonista sprofondò in un lungo e muto silenzio. Gli faceva ancora male la pancia, a causa della gastrite. Non era più bello e giovane come un tempo. Dagli epic fail economici il suo pensiero volò agli orrori. Gli Orrori. Alle due stalker che non gli davano tregua, nonostante lui fosse già impegnato sentimentalmente.

La prima stalker, Cicciabomba turbobrufolo faccia da rana si era innamorata di lui la prima volta che l’aveva vista. Quella budrilla da 178kg e 4 etti di carne umana, malata di giochi, telefonava al protagonista nella speranza di completare con lui strane effusioni amorose. Nonostante il protagonista varie volte ha ben lasciato intendere un sentimento pari al OmmioddiotipregoallontanatiOvomito… la stalker N.1 non pare aver capito.
La seconda invece è una stalker più romantica. una busta di carne raffreddata di 258kg, equivalente ai turisti americani rappresentati da Chomet. Il protagonista aveva portato a stampare i suoi biglietti da visita … e la stalker gli aveva rubato i contatti per mandarli inquietanti frasi d’amore, ad esempio un leopardiano “Ao quanto sei bono protagonì”.

Un conato di vomito sembrò possedere ed annientare il corpo gracile e stanco del protagonista.
“Sti cetrioli faranno male, sai” disse rassegnato all’utente faisbucchiano dal volto familiare.
“E te l’ho detto”… “ormai è così… Ah!” esclamò prima di andarsene “non ti azzardare a dare retta a quel losco individuo che ti ha proposto la narcotizzazione”
-“…”

Alla narcotizzazione il protagonista ci aveva pensato, ma non a quella altrui. Fu l’inizio di una grande febbre, che dopo un venerdì di stress l’ha lasciato triste e senza parole.

Il principio delle non-risposte. Un sabato a letto, immobile. Il pensiero oscillante tra cetrioli ed etti di carne umana innamorata del suo guscio… Un sabato a letto, immobile, in silenzio.
Con una dieta a base di cetrioli.

Il Protagonista – Una Miniserie a puntate gentilmente offerta da foglianera, aka chihyro, aka Gretamà per gli amici di Faenza. Capitolo I

Capitolo I

Quel giorno il protagonista si svegliò in una nebbiosa quiete.
C’era qualcosa… qualcosa che aleggiava nell’aria. Cos’era? un mistero. Fuori faceva bello, non se l’aspettava.
Niente dolori, il mal di schiena della sera prima era sparito completamente.

Tutto sembrava andare liscio. Troppo liscio. “La calma prima della tempesta” si disse tra sé e sé. “pessimismo preventivo, focalizzati sul pessimismo preventivo, è la Chiave” salmodiava mentalmente dondolandosi verso la cucina nella speranza di allontanare Morfeo, ecco.

Si arresta immobile.

Fermo. Un istante lungo quanto l’eternità.

Ignora il boiler. Si gira, corre verso il calendario. “19 ottobre 2012” . Silenzio. “19 ottobre 2012. Oggi siamo il venerdì 19 ottobre 2012”. Cazzo. Aveva perso il Celebration Day dei Led Zeppelin.

Il Boiler si ruppe. Il caffè era finito. E lo zucchero non bastava per due. Il calzino destro era bucato. L’ustione sulla guancia sinistra dolorosa quanto sgraziata. E poi c’era tutto quel grande sacco pesante come il piombo… quel sacco di problemi, quelli medici, quelli di cui non si può mai parlare sennò la gente poi ti tratta come se fossi un alieno, un povero sfigato. E sopra ancora quello economico… quello dei 4/5 lavori che però in fondo lavori non sono perché non ti pagano. E anche lì…. shhh … silenzio obbligatorio…. e poi quel dannato calzino bucato… un fastidio. Alle 12.45 riceve una telefonata “Uhm …Pronto signor Protagonista? Qui è la segretaria del grande pachiderma sociale”
-“Si.. sono io mi dica…”
-“Ma non era una donna?”
-“Si, ma oggi sono anche protagonista di una dimostrazione di pessimismo preventivo”
-“Ah” sospirò nel disinteresse totale “Senta, qui ni abbiamo visto il suo CV ed è proprio la persona che stiamo cercando” affermò con voce quasi robotica.
-“Davvero!?!??!… ehm… Voglio dire… bene.”
-“Tuttavia… lei non è raccomandato signor protagonista. Cioè avesse un papino lì, o uno zietto lì, un prete, cioè… quindi le offriamo di lavorare a gratis per noi, ovviamente dato che poi siamo noi a formarla è lei che dovrà anche, come dire, versarsi questa quota X, capisce..” proseguì monotòno.
-“Ah.”

La telefonata termina coni classici “26 anni? è un po grandicello per questo”, “non saprei”, “le faremo sapere” o anche il mitico “Lei è appena finita nella grande cisterna dei potenziali impiegati”.

Il monolitico: “26 anni? ma non sei un po grande per questo?” si associa poi a tutto quel che il nostro protagonista compie.

Estenuante. Un mattone in testa ad un passante. Nella cattiveria generale.

Mai nessuno che chiede al Protagonista PERCHé lo fà.

Si critica e si condanna.

E poi il mondo si lamenta che non ci sono più storie.

Scandali di coppia

Scusate, ma continuo ad avercela con gli uomini.

Una coppia. Lei cucina, lei lava, ovviamente pulisce tutto… insomma la classica donna italiana che al contempo è perennemente cuoca, cameriera e segretaria. Si, ragazze, vi informo che l’Italia sotto questo punto di vista è quasi uguale ai paesi arabi. Se volete un rapporto normale, non vi prendete l’italiano mammone che a 50 anni ha ancora mamma che lo coccola, gli stira i calzini , gli fà il letto e lui in cambio la tratta pure male.

Insomma lei parte, e quando torna scopre che il suo compagno non ha MAI fatto la spesa, non ha mai pulito una sola volta, non ha mai dato una botta ai sanitari… insomma: lei non fa in tempo a mettere il piede dentro casa che deve fare lavatrici, spese, pulizie ecc.

Lo trovo scandalosamente ingiusto.

Oltre ad una forma di menefreghismo malsano, lo considero prima una gran mancanza di rispetto nei confronti della compagna.

… ora perché quest accade?

Beh… perché molte di noi sono proprio fesse. Stanno lì a cucinare, a preoccuparsi del consorte, sempre sorridenti… ed è questo che si riceve in cambio.

… TUTTE LE MIE ESPERIENZE DI VITA MI SPINGONO AD AFFERMARE SEMPRE PIù ASSIDUAMENTE CHE PIù UNA DONNA è STRONZA E SOSTENUTA, E PIù IL COMPAGNO LE STA DIETRO, LE OFFRE FIORI; REGALI, PREPARA COLAZIONI A LETTO e cose che l’Italiano medio non conosce.

Le mie conclusioni: Io sono tra quelle che non c’hanno capito un cazzo. E peggio ancora, non credo che si possa imparare ad essere stronze.

PS: per coloro che mi conoscono, non è c’è bisogno di far partire un insensato gossip perché ho scritto ciò. Questo è uno sfogo per tutte le mie amiche, e per i miei parenti, maltrattate dai reciproci/compagni mariti… mentre vedo certe che si meriterebbero certi vaffff… trattate 100000 volte meglio di loro. Ribelliamoci!

Movimento Foglianera.

Essendo in terra straniera, che in realtà è anche parzialmente la mia terra, dato che parte dell’istruzione l’ho ricevuta qui… beh sto realizzando cose davvero assurde.

Alcune persone non comprendono che io non sono fisicamente a casa, e continuano a comportarsi come se io fossi lì. Insomma non riescono a realizzare che sono in un altro paese. Continuano a farmi richieste che non posso eseguire. Soprattutto perché non mi sono spostata con tutta la mia casa.

La mia propensione alla gentilezza e alla disponibilità mi mette sempre nei guai: raramente trovo persone che si sentono soddisfatte del fatto che le ho aiutate lavorando… a gratis. Mi aspetto sempre di avere risultati buoni, nuove opportunità… e invece ottengo praticamente il contrario. Beh si, è il angolo di web e mi sfogo qui. considerate che il 75% del mio lavoro… è a gratis. Non in nero, a gratis. E sapete cosa c’è di davvero incredibile? che spesso e volentieri quelli che hanno pagato sono molto più gentili di quelli che non l’hanno fatto.

Di norma ricevo le scuse più varie, dal “non ho soldi” alle situazioni davvero tragicomiche “no dai davvero… cioè non riesco a fare la spesa ma ti pago…. aaah se solo QUALCUNO potesse credere in me e farlo aggratissss” … e lì io ci credo e ci casco. Ci casco sempre. Poi io sono a casa a lavorare a gratis e lui se ne parte in vacanza per l’estate. Io sono casa con i miei vestiti stracciati e bucherellati, l’altro passa con magliette all’ultimo grido, scarpe nuove, occhiali da sole griffati, borse chic, macchine nuove insomma…. ma quanto diamine sono fessa???

Per me c’è un gran detto: gira gira il cetriolo… in culo all’ortolano.

Insomma dovrei diventare una persona più determinata, e quando viene la gente a dirmi le cazzate, dovrei semplicemente restare in silenzio a guardarli, e pensare che loro non sono me. Che il mondo non è un bel posto. La gentilezza viene ripagata con un bel calcio in … cu’…
insomma nulla di nuovo. Ho rovinato delle persone un tempo a me care dando loro troppo. Le ho viziate. E’ solo che inizio davvero a sentirmi esasperata. Insomma io ci credevo in alcune persone… mi aspettavo da loro … qualcosa di positivo. Il mio risultato? delusione allo stato puro. Ma la verità è che la delusione più grande, sono io. Sono io che ho creato queste situazioni. E’ stata foglianera a dire sempre di si per il quieto vivere. Foglianera che mente, affermando di avere torto marcio quando è esattamente il contrario. Foglianera… paladina della verità in un mondo dove la verità è una grande ed intangibile utopia. Mea culpa. Solo mia.

Sto cambiando aria. Non mi dispiace. Se ritorno in Italia, è solo per la persona che amo. e quel “solo”… è “tutto”, quando si ama.

Tutto il resto… è schifo. E’ fregatura, è delusione, è impiccio… gente che spettegola… che non ha una mazza da fare… se non inventare storie per farsi film. Basta basta basta!! ma possibile che sono così magnetica da generare negli altri tutti questi pettegolezzi?! Poi va beh… sarà che ora sono troppo cupa perché i denti del giudizio hanno deciso di risvegliarsi. Escono? no, ovviamente non hanno spazio. In fin dei conti… beh… non mi chiamo FORTUNELLA per niente.

Mi sto cagando sotto con questa cosa dei denti. I lettori più accaniti avranno di certo letto la mia ultima esperienza dal dentista (gli ho dato una gomitata in pancia strappando via l’impronta che mi faceva star malissimo di stomaco). Ora non so come farò con i miei denti… temo per la sopravvivenza del mio dentista. Davvero. Ho un countdown attivo nella zone dell’inconscio.

Lascerò la febbre rincoglionirmi un altro pochino. Tra analgesici, paura, stress, povertà, e mal di denti… potrei diventare a breve un serial killer se continuano a rompermi le scatole.

E TI AIUTO IO! … oltre il giardino.

Starete tutti domandandovi: “Ehi!? ma cazzo dai hai messo la password agli ultimi due post?!” si. Si perché ho avuto il 300% delle visite in più, la vicenda del “cazzo dai non mi prendere per il culo” è diventata qui una vicenda sociale. Roba che se le persone che hanno fatto gossip avessero investito le stesse energie nel lavoro o nello studio, avrebbero ottenuto subito una promozione o una laurea ad honorem. Invece siccome non hanno un cazzo da fare, hanno pensato bene di investire il loro prezioso tempo a ricreare una situazione da talkshow americano o giù di lì. E mi fa cagare.

Ma il post di oggi non è un proseguimento ai due che mi son trovata costretta ad oscurare. Quella è una faccenda chiusa, gonfiata fino all’ossesso, nonché davvero da “terza elementare”. No io vorrei proseguire la narrazione della mia vita. Si… vorrei condividere con voi la mia vita dal giardino fino al punto di raccolta verde.

Io ve lo devo dire. 

200metri… 200metri di panico.

Dopo avermi chiesto se parlano italiano perché facevo giardinaggio, e dopo avermi chiesto “quanto prendevo” perché mentre andavo a buttare la mondezza mi hanno scambiata per una mignotta… stamattina c’è stata la creme de la creme: la dichiarazione d’amore.

Ora io non voglio spezzare cuoricini… però … va beh…

Come già ho detto, abito su una via famosa di roma. Siccome ha parecchi semafori, vantiamo una quantità di venditori ambulanti che voi umani… a stento potreste immaginare. Ora… ogni semaforo ormai ha il suo. E siccome io sto proprio vicina ad un semaforo… anche io ho dovuto famigliarizzare con il tipo. Questo qui piano piano si è allargato nel tempo con me. Ha iniziato a regalarmi fazzoletti, accendini, stuzzicadenti, nonostante insistessi e glieli tirassi indietro perché non li volevo. Poi ha iniziato a farmi il baciamano chiamandomi “principessa”, una volta, due, poi gli ho detto “senti MA ANCHE NO HAI ROTTO LE PALLE”… lui ha semplicemente ignorato il fatto che io lo ignorassi… e quando passavo mentre non ero in compagnia del mio ragazzo questo non ha iniziato a chiedermi “dai ci salutiamo coi bacetti”… io: “EH? come scusa?”… lui :”Eh si dai bacetti su guance… sei troppo bella” insomma mentre io lo evitavo alla meno peggio lui continuava a provarci come uno schifoso… le mie amiche “eh ma ignoralo”… “eh ma lui non è scemo” ho replicato io.. perché dove lascia le sue scorte??? Nooo non mi dire?!?!? nel vialetto di casa mia!?!? va beh… da qualche parte le dovrà pur mettere. E poi non è sempre un male: l’8 marzo per esempio ho rubato due pacchi di mimose e mi ci sono arredata casa. “ahhh che stronza penserete voi”… beh l’albero di mimose in giardino è stato diserbato il 7 marzo di notte da persone che sono entrate in casa e hanno segato tutto… voglio dire…

cmq oggi stavo proseguendo la mia giornata garden… andava tutto bene… fino a quanto mentre svuotavo la cariola piena di sterpaglie al punto di raccolta… quello dal semaforo inizia a correre.  “Principessa, ti do una mano” dice lui. “No, grazie, davvero.”. “Vieni qua”. Lui continua ad avvicinarsi. Riprendo i manici della cariola vuota e mi riavvio verso casa. di fretta. Per fortuna lui si ferma dopo un po e per chiarirgli le idee gli dico “grazie, ma non ho bisogno di aiuto”. Riempio di nuovo la cariola… e lo trovo che fa finta di parlare al telefono… TOH… davanti al punto di raccolta. Mentre mi avvicino TOH lui casualmente finisce la conversazione e fa: “Allora… ” era un allora … come dire… arrapato? mi sono incazzata come una iena. Davvero

Dal profondo del cuore.

Io voglio solo una cosa: che mi si lasci in pace.

Il mondo è pieno di mignotte e di tipe che vogliono farsi saltare addosso.

Ora…

PERCHé DIAVOLO LA GENTE MI VIENE A ROMPERE I COGLIONI???? AAAAAARGH

… Lo ignoro… svuoto la cariola mentre lui mi fa la radiografia.

Torno in casa, e vedo che stavolta lui era seriamente interessato a capire BENE quale fosse l’entrata di casa mia.

Mi sono detta. Va beh mo ci da un taglio… stavolta si mette lungo il vialetto in stile “pedaggio” al tel.

Sapete com’è finita? che sono riuscita con la cariola piena e lui stava ancora lì. Ho bestemiato, ho lasciato la cariola così in mezzo al vialetto. Sta ancora lì. Immagino che manderò un uomo a svuotarla più tardi.

Che palle.