Osha

English- In the Books of the chronicles “A song of ice and fire” of George R. Martin, Osha has her part in it. In my fantasy she’s quite different… she’s like a human bringing the notion of cold with her. fear. A constant need to survive. I always thought she represented the part of the “old gods” that sent her looking after Bran and Rikon. Now, in  the HBO serie, she actually has more importance, as she plays the role of some characters that do not exist in the adaptation. That’s why i really wanted to draw her in this fan art i’m doing. Here is a little close up, while i was drawing her eyes. And the actress, Natalia Tena, is very very cool.

Italiano- Nell’epopea Fantasy di Martin, le “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, il personaggio di Osha ha una certa importanza. Nella mia immaginazione è diversa. In realtà tutti i bruti sono diversi. Sono sempre umani, ma esalano un aria glaciale, combattiva, uno spirito di sopravvivenza pari a interi eserciti dei sette regni. L’ho sempre vista come l’emissario degli antichi dèi, mandata fino a Grande Inverno per vegliare su Bran e Rikon. E qui mi fermo perché non vorrei far spoiler per chi non ha letto i libri. Nella serie dell’HBO ha un ruolo ancora più grande, poiché va a coprire anche altri ruoli di personaggi che non esistono nella serie. Per questa ragione l’ho voluta disegnare… perché alla fine non tutti le danno l’importanza che mi merita. Senza contare che per me l’attrice, Natalia Tena, è davvero spettacolare.

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My Game of Thrones Drawings go on… Will I finish one day? i hope so!!!

Cersei Lannister (Actress is Lena Heady, i think she is very very fascinating)-

Italiano: Ecco qui… continuo con i personaggi femminili di GOT… dovrei iniziare Melisandre ora, spero di trovare il tempo a breve.

Normalmente non li metto… ma sul blog vorrei iniziare a postare magari più immagini del lavoro in corso o degli ingrandimenti… che tante volte a rimpicciolire si perdono tanti dettagli e viene su un papocchio.

Daenerys Targaryen Fan Art

English: Here’s the firt part of my big WIP on the female characters of Game of Thrones. I started with Daenerys… now i’ve started Maergery Tyrell (I really don’t like the actress btw – In the books, i don’t know… Maergery is very different. I thing the cast of GOT is very well done… the only exceptions are the Tyrell princess and Melisandre in my opinion).

Italiano: Ecco la prima parte dei lavori in corso. Sto provando a fare una singola, grande illustrazione dei personaggi della serie televisiva di Game of Throne. Ho iniziato con daenerys ed ora sto lavorando su Maergery Tyrell. Il fatto perà è che l’attrice non mi piace per niente. Nei libri si capisce bene che la casata Tyrell è benedetta dalla Bellezza, come tutt’Altogiardino- Maergery nel libro è di fatto considerata di una bellezza sovrumana… mentre l’attrice che la interpreta nella serie è davvero brutta e sproporzionata ai miei occhi. Anche Melisandre di Asshai poteva esser migliorata, ma è solo il mio parere.

Serie TV: The Big Bang Theory

Ho iniziato a vederla qualche giorno fa… e devo dire che è una delle migliori serie che abbia mai visto. Ci sono dei pezzi in cui davvero ho dovuto fermarmi perché stavo ridendo troppo.

Come tutte le sit-com americane, la trama è estremamente semplice, e tutte le battute si basano su luoghi comuni/nerdate o scene geek portate all’esasperazione.

Ambientato a Pasadena, in California. Ci sono quattro giovani scienziati di diversi campi – un fisico sperimentale (Leonard Hofstadter), un fisico teorico (Sheldon Cooper) che coabitano in un appartemento fichissimo (IO VOGLIO LA TENDA DELLA DOCCIA CON LA TAVOLA DEGLI ELEMENTI!!!), un astrofisico (Rajesh Koothrappali) e un ingegnere aerospaziale (Howard Wolowitz) – lavorano insieme al California Institute of Technology. Questi fanno amicizia con Penny, una bella ragazza venuta a vivere nell’appartamento di fronte a quello condiviso da Leonard e Sheldon. Leonard si innamora di Penny e i quattro si trovano in contatto con il “mondo reale”….
consiglio: vedetevelo con i sub!!! anche se i doppiatori italiani sono i più bravi al mondo… in americano rende troppo bene!!!

True Blood: Considerazioni dal romanzo alla serie tv della HBO

Parte 1: Considerazioni sui Romanzi “True Blood” di Charlaine Harris

Uhm.
Non voglio essere troppo aggressiva. Mi dicono spesso: “mammamia vacci piano! Sei troppo aggressiva… bisogna avere tatto nella vita…” UHM. … Ieri ho appena finito di leggere il decimo volume di True Blood, di Charlaine Harris… e a dire il vero… non sapevo se piangere sangue, rotolarmi dall’invidia, strapparmi i capelli, o andare direttamente dalla scrittrice per fustigarla personalmente. Ecco, ora sono aggressiva. Direte voi: “Va beh scusa ma se non ti soddisfaceva perché ti sei letta 4130 pagine circa?”. Innanzitutto perché sono curiosa. E poi trovo BASILARE leggere quel che ha scritto quella donna se intendo dare poi un parere sul plot in generale. Non voglio bruciarvi tutta la trama… però ci sono alcune cose che mi hanno lasciata un pochino “disturbata”.

Avete mai giocato al GDR: Vampire the Masquerade? Ecco True Blood si appoggia a tutti i poteri elencati nella masquerade: dominazione, potenza, velocità, robustezza, ascendente, oscurazione. La scrittrice non li nomina, ma quelli sono i poteri e vengono usati in maniera identica al GDR. Nel decimo volume ho addirittura letto che Apicella era definito un “antidiluviano”. Uhm… Parliamo delle gerarchie vampiriche? gli sheriffi nel libro sono delle specie di principi. Vi sono i settori… re e regine insomma anche se con altre parole, la geopolitica vampirica non mi sembra così innovativa confrontata a VtM. Il punto è: se avessi saputo che la White Wolf non se la faceva prendere a male, anche io avrei scritto qualcosa di così simile all’ambientazione del WoD (World of Darkness). Fate, Licantropi… insomma persino le streghe fanno parte del WoD. Quindi non mi sono stupita molto.

Un’altra cosa che mi ha fatto cascare parecchio le braccia per terra…. è la mancanza … la mancanza di profondità, ecco. Dopo dieci libri non ti fai un idea profonda, reale, di cosa pensa il vampiro, di chi è, perché, da dove proviene (nonostante una piccola citazione su Caino, ma non è nemmeno legata poi alla storia vampirica-sennò secondo lì scattava istant la denuncia della White Woolf). Lo stesso vale per Sookie. C’ha la sensibilità di un carro attrezzi e certe volte ti devi davvero sforzare per dirti: “No va beh ora dirà qualcosa di intelligente”. Tutto resta rilegato in queta atmosfera “rosa love story” immersa in bagni di sangue… quest’eroina… che non si sà se c’è o ci fà contesa tra mascoline bombe sexy e laghi testosterone. Dopo più di 4000 pagine cazzo non sai nemmeno bene perché è telepatica e cosa intende fare della sua vita. Senza parlare dei personaggi “birilli”: stanno lì, sono potentissimi, e si fanno fregare come dei mocciosi senza fare niente. E’ abbastanza alienante dopo un po sentire che non vi sono personaggi reali, profondi, che agiscono seguendo una loro etica delineata e precisa, convinzioni forti. La storia dei pg si limita ad una decina di pagine cadauno diluite in questi romanzi (vedi Pam) e si resta con l’amaro in bocca nel desiderio di saperne più.

Peggio ancora è ritrovarsi al decimo romanzo e capire che ogni volume segue un iter predefinito: non succede un cazzo per tutto il romanzo, poi arrivi a cento pagine prima della fine e si snoda tutto. Una volta, Ok, Due va beh, Tre volte… Uhm così è un po pesante… Quattro…
Alla Quinta volta che ti fa sto pezzo ti dici: va beh ma questa la storia non la farà finire mai… ci sta facendo talmente tanti soldi che può scrivere altri 40 volumi così…

Ma non voglio essere cattiva. Cioè non sto criticando True Blood per sfogarmi o altro… è che ero davvero speranzosa di rivivere le emozioni che poteva darti un “intervista col vampiro” di Ann Rice… o meglio ancora un “Dracula” di Bram Stoker… e invece niente. E quindi quando poi mi ritrovo a leggere questo genere di romanzi non so proprio che pensare… sono semplici, mancano di quella profondità che vado cercando come un anima in pena. Dato che sono stata brutalmente sincera nel dire quel che non mi è piaciuto, vorrei essere altrettanto sincera nel dire invece cosa mi è piaciuto.

Innanzitutto l’idea del “True Blood” è decisamente geniale. Non solo nel romanzo. Tutto il marketing che hanno fatto sul True Blood è stato davvero divertente. Quel che ne consegue è la presenza “reale” del vampiro nella società. In questo trovo che la scrittrice sia stata geniale: ha semplificato molto l’ambito politico-sociale per rendere possibile l’immersione del mondo vampirico nell’ambientazione umana. Devo dire che non concordo con l’idea delle “Bienveillantes” USA e UK che accettano i vampiri, mentre noi, cattivi e regrediti italiani, li consideriamo come semi-cittadini. Ma va beh. La scrittrice è americana… non so se ha idea di come molte persone in Europa considerano l’America.

Credo che la bravura della Harris non sta tanto nella struttura dei pg o nelle descrizioni (a parte il vestiario: puoi ignorare che pensa un pg, ma stai tranquillo/a…. saprai sempre come sono vestiti), quanto nella fluidità che possiede nel descrivere gli eventi. E’ davvero scorrevole. E’ quel che più gli invidio. Insieme al modo che ha per semplificare scene ed eventi che una persona comune non riuscirebbe a descrivere. Credo sia un’ottima alternativa a Twilight.

True Blood avrà anche innumerevoli difetti, ma almeno resta e può considerarsi una storia quantomeno interessante per il suo genere, a differenza di Twilight che fa davvero deprimere tutti gli amanti dell’horror. E’ una bestemmia del tema del vampirismo… e uno schiaffo in faccia quando vedi migliaia di deficienti strizzare gli occhi davati a quella cagata di storia dove i vampiri sbrillucciano e giocano a crickett. Ecco, già c’ho la nausea. Torniamo a True Blood.

Parte 2: Considerazioni sulla Serie TV prodotta dalla HBO.

Innanzitutto l’intro spacca. All’inizio lo trovavo alienante e strano, ma poi l’ho trovato proprio azzeccato con l’aria che tira con il romanzo.  Credo che gli sceneggiatori abbiano avuto parecchio filo da torcere per non fare spendere miliardi alla produzione: True Blood ha davvero parecchi personaggi (Secondo me infatto faranno una fusione tra Alcide e Quinn) nel libro… e nella serie Tv, man mano si va avanti, ci si dissocia sempre di più dal romanzo. L’ultima serie, che trattava della congrega di streghe… segue proprio un’altro iter. Non riesco a capire perché ci hanno infilato Jessica, perché hanno reso Hoyt un verginello e Jason un totale cretino (va beh anche nel romanzo non scherza)… Lafayette mi sembra un merge di vari pg del Merlotte… ma è un bravo attore, secondo me. Tara anche funge da filo rosso nella serie (rimpiazzerà Amelia? o muore e basta?) ma anche lei se la cava alla grande.

In definitiva tutti gli attori sono parecchio bravi… Ovviamente Eric me lo immaginavo mooolto più fico-con tutto il rispetto per Alexander Skarsgård- è che quando ti ritrovi nel dominio della fantasmagoria non c’è nessun Adone di carne che possa regger la candela. L’attore che interpreta Bill Compton è molto bravo anche. Mi piace l’espressivitò che ci mette… credo che abbia un personaggio parecchio limitante ma se la cava bene nel tentare di dargli un tono più profondo. Ci prende parecchio. Sookie… Boooh. Anna Paquin se la cava bene… ma cazzo la Sookie del romanzo è una gnocca da paura… sembra la donna perfetta… (me la immaginavo più con un’attrice tipo Anna Torv o come si chiama- quella che fà l’agente Dunham in Fringe) invece la Sookie della serie mi sembra a volte ancora più stupida di quella del romanzo, seppure reciti davvero alla grande (è che c’ho il trauma di Rogue-la busta- quando la vedo).

Se potessi scegliere, darei un tono più serio alla serie: lo imposterei molto di meno sulle storie di sesso/amore/amici e incentrerei tutta la storia sullo svilluppo di un plot horror/supernaturale.

Se siete curiosi di vedere la serie di True Blood, la troverete sicuramente navigando sul web in streaming, su megavideo, videoweeds o altri. Fin’ora stiamo alla quarta stagione (è appena finita)… e non vedremo la quinta prima dell’estate 2012 a quanto ho letto in giro.

Vi lascio qui il video opening, che è proprio azzeccato per rendere l’ambiance, secondo me.

La migliore serie mai prodotta: The Borgias


Non avrei mai pensato di poter mettere una serie televisiva nella categoria “cultura”… e invece, la serie TV “The Borgias” è un’opera meravigliosa, degna di nota. Prodotta dalla Showtimes, in onda in America dall’aprile 2011. Vi sono certamente delle inesattezze storiche, alcune anche grandi. Ma nel complesso generale ho trovato impressionante lo studio e la ricerca fatta sulla storia dei costumi. L’intera scenografia è curatissima. Meriterebbe un 110 e lode solo per la bravura dei sarti e dei disegnatori dei costumi, così come per la sceneggiatura, il plot fluido, e l’impressionante bravura degli attori, in particolar modo di Jeremy Irons, che interpreta il papa più credibile, a mio avviso, nella storia del cinema e delle serie televisive. Troverete sicuramente sul web i link torrent e megavideo, probabilmente sottotitolati (non credo sia già uscito in Italia). La showtimes è famosa per produrre serie davvero interessanti, ma i Borgia possiedono davvero qualcosa in più. Io ve lo consiglio vivamente. Appoggiandomi a Wikipedia, ritengo giusto però trascrivere le inesattezze storiche menzionate nell’enciclopedia globale: 

  • Orsino Orsini era in realtà il marito di Giulia Farnese. Ci fu, però, un cardinale Orsini morto avvelenato dai Borgia: si trattava di Giovanni Battista Orsini, ucciso però nel 1503 e non nel 1492.
  • All’epoca dell’elezione del padre al soglio pontificio Lucrezia aveva 12 anni e non 14.
  • Nel primo episodio il Papa dice al figlio Cesare di avere avuto la sua età quand’era diventato cardinale. In realtà Cesare aveva all’epoca 17 anni, mentre Rodrigo divenne cardinale a 25.
  • Giulia Farnese era quasi certamente amante di Alessandro VI quando egli era ancora cardinale. Così come anche Vannozza Cattanei, ella contrasse un vantaggioso matrimonio con un buon partito scelto dallo stesso Rodrigo.
  • Il principe Djem,che si trovava in Vaticano da prima dell’incoronazione di Alessandro VI, morì misteriosamente nel 1495: si ritiene però che fosse per cause naturali. Juan, inoltre, era il suo più stretto amico in Vaticano e prese persino a vestirsi come lui; è perciò improbabile che avesse interesse ad ucciderlo. La dote di Lucrezia, che si sposò nel 1493, non fu ricavata dal denaro del sovrano di Costantinopoli.
  • Al fianco di Ferdinando I di Napoli detto Ferrante non vediamo suo figlio Alfonso II di Napoli ma suo nipote Alfonso d’Aragona: i due personaggi sono stati riuniti in uno solo. Come lui, Sancha d’Aragona era figlia di Alfonso II e non di Ferrante.
  • Le nozze di Lucrezia col ventiseienne Giovanni Sforza furono officiate dal notaio Beneimbene nell’Appartamento Borgia. Non risulta che Sforza fosse un violento; durante il matrimonio, comunque, lui e Lucrezia vissero quasi sempre separati.
  • Non risulta che il cardinale Giuliano della Rovere abbia mai commesso un omicidio di una spia dei Borgia in una chiesa.
  • Ursula Bonadeo e lo stalliere degli Sforza, Paolo, sono personaggi di invenzione. Lucrezia però ebbe davvero una relazione con un subalterno: si trattava del Perotto, un messo del Papa del quale la ragazza restò incinta nel 1496.
  • Vannozza non era una cortigiana spagnola ma una mantovana cresciuta a Roma, dove conobbe Rodrigo nella propria locanda.
  • Michelotto Corella e Cesare Borgia si incontrarono ai tempi in cui Cesare frequentava l’università di Perugia.
  • La città di Lucca non subì mai un attacco devastante da parte dell’esercito francese giudato da Re Carlo VIII. A subire qualcosa di simile fu invece la città di Fivizzano che fu quasi completamente distrutta.
  • Certamente Giuliano Della Rovere appoggiò in prima linea la discesa di Re Carlo VIII di Francia e la deposizione del Papa, ma in reltà non fu il suo principale sostenitore e non fu così importante a livello diplomatico. Inoltre il re francese non ambiva soltanto al regno di Napoli ma al dominio quasi assoluto sull’intera penisola per potere successivamente iniziare una nuova crociata in Terra Santa. Carlo non era all’epoca anziano come lo vediamo: aveva infatti circa vent’anni.
  • Né Lucrezia né Giulia Farnese furono mai rapite dai francesi, di conseguenza non ebbero alcun ruolo durante l’invasione di Roma.
  • Juan non rifiutò le nozze; si sposò anzi nel 1493 come la sorella Lucrezia. Rimase in Spagna con la moglie fino al 1496, quando Alessandro VI lo richiamò a Roma. Iniziò allora la sua relazione con Sancha d’Aragona, che nel frattempo era stata anche amante di Cesare.
  • Il cardinale Sforza e Ludovico il Moro erano fratelli e non cugini. Il Gian Galeazzo tenuto prigioniero (solo nella serie) era nipote di entrambi, in quanto figlio di Galeazzo Maria Sforza.
From Wikipedia, the free encyclopedia

Poco si sa del rapporto tra Cesare e Juan Borgia, anche se il primo fu visto da molti come responsabile della morte del secondo; quello che si sa è che Juan era il figlio prediletto del Papa, contrariamente a quanto sembrerebbe nella serie.

Se seguirete il mio consiglio… Buona visione!