La Nascita del Protagonista. Ho bisogno di voi!


Ciao a tutti. Dato che questo mio blog è già un casino di per sé, ho deciso di splittare “Il Protagonista” da questo blog e metterlo su uno nuovo che ho creato ieri. Dato che la storia ed il futuro del protagonista è interattiva… ho bisogno del vostro aiuto… quindi vi invito a visitare lo spazio del Protagonista. Tutti i consigli sono ben accetti!

Grazie Mille a tutti i lettori: ed ecco il link: Il protagonista Blog

Il Protagonista, Capitolo 4

Il protagonista l’aveva sentito arrivare.

Gliel’aveva preannunciato quella donna, minuta ed amabile, che si chiamava su faccialibro proprio come la sua bisnonna.
-“Arriverà” gli disse, seria e dispiaciuta… “…arriverà” ripeté nuovamente, come un eco in una grande stanza vuota.
-“cosa arriverà?” chiese il protagonista spiazzato ed incuriosito
-“Il grande cetriolo” rispose con voce secca e convinta.

-“etiparevaaaaa!” imprecò il protagonista “su dai anche la iettatura no!”

-“non è iettatura… è che è così… gira gira il cetriolo…”
-“scusa ma tietteli pé té sti cetrioli!”
-“ok ok, come non detto. Va beh ma com’è andata?”

-“mah… in generale il cliente, Letterman lo chiamerei, il PNL show, ha continuato a pensare che offrendomi cioccolatini avrei modificato i miei ricordi- ricostruendo il fatto come segue: io non ho lavorato a gratis, quel cosiddetto logo si è auto-generato dall’iperuranio divino”
-“li hai mangiati i cioccolatini?”chiese l’utente faisbucchiano dal nome familiare.
-“… si.” rispose il protagonista abbassando lo sguardo.
-“Male. Si vede che non hai visto la puntata di the big bang theory… quando Sheldon prova ad educare Penny… sai quella puntata dove tenta la PNL con lei, con aiuto dei cioccolatini.” spiegò saccendetemente al protagonista.
-“Funzionò?” chiese lui
-“E’ una sitcom… lì sono gli sceneggiatori che lanciano minicetriolini… cmq si”
-“Maledizione sono stato PNLlizzato” si mise seduto, in preda ad una forte ansia.
-“Te l’ho detto che sarebbe arrivati i cetrioli” sentenziò nuovamente.

Il protagonista sprofondò in un lungo e muto silenzio. Gli faceva ancora male la pancia, a causa della gastrite. Non era più bello e giovane come un tempo. Dagli epic fail economici il suo pensiero volò agli orrori. Gli Orrori. Alle due stalker che non gli davano tregua, nonostante lui fosse già impegnato sentimentalmente.

La prima stalker, Cicciabomba turbobrufolo faccia da rana si era innamorata di lui la prima volta che l’aveva vista. Quella budrilla da 178kg e 4 etti di carne umana, malata di giochi, telefonava al protagonista nella speranza di completare con lui strane effusioni amorose. Nonostante il protagonista varie volte ha ben lasciato intendere un sentimento pari al OmmioddiotipregoallontanatiOvomito… la stalker N.1 non pare aver capito.
La seconda invece è una stalker più romantica. una busta di carne raffreddata di 258kg, equivalente ai turisti americani rappresentati da Chomet. Il protagonista aveva portato a stampare i suoi biglietti da visita … e la stalker gli aveva rubato i contatti per mandarli inquietanti frasi d’amore, ad esempio un leopardiano “Ao quanto sei bono protagonì”.

Un conato di vomito sembrò possedere ed annientare il corpo gracile e stanco del protagonista.
“Sti cetrioli faranno male, sai” disse rassegnato all’utente faisbucchiano dal volto familiare.
“E te l’ho detto”… “ormai è così… Ah!” esclamò prima di andarsene “non ti azzardare a dare retta a quel losco individuo che ti ha proposto la narcotizzazione”
-“…”

Alla narcotizzazione il protagonista ci aveva pensato, ma non a quella altrui. Fu l’inizio di una grande febbre, che dopo un venerdì di stress l’ha lasciato triste e senza parole.

Il principio delle non-risposte. Un sabato a letto, immobile. Il pensiero oscillante tra cetrioli ed etti di carne umana innamorata del suo guscio… Un sabato a letto, immobile, in silenzio.
Con una dieta a base di cetrioli.

Il Protagonista, Capitolo 3

Capitolo 3 

Il Protagonista quel giorno era quasi di buon umore. In canna aveva ben 5 lavori diversi. E per nessuno di quei cinque, sarebbe stato retribuito. Questo gli avevano detto i clienti:

Cliente 1: “eeeeh… non ho soldi… non sai che situazione difficile… tutti questi sogni… quasi infranti… io così pochi soldi… no.. vabbè dai, dimmi quanto ti devo…”
e il protagonista:
“no va beh dai… se stai così poi magari mi paghi dopo… cioè non voglio metterti così in difficoltà” … il protagonista fa capire al cliente 1 che avrebbe accettato una “donazione x” (cibo, 10euro… insomma qualcosa). Ovviamente ignorata.
Cliente 2: “Eeh si abbiamo questa persona in comune che mi ti ha fatto conoscere… va beh tu fammi il logo, sai è tutto urgente, grandi progetti in ballo, poi vediamo il sito e blah blah … oh, POI TI PAGO, EH?!”

Cliente 3: “guarda… non poi sapere… in questo periodo di crisi non c’ho proprio niente… una disgrazia… ho tutti questi problemi sai… blah blah problemi blah” *pausa poi guarda il protagonista* “cioè dimmi tu quanto di devo” dice il cliente le lacrime agli occhi, con voce martoriata. E il protagonista empatico: “No dai, tranqui… ma che mi devi… ti pare? con tutti questi problemi… dai tutto ok”

Cliente 4: “No, non ti devo nulla.”
Protagonista: “Come Prego?”
Cliente 4: “Eh. Non mi piaceva come veniva.”
Protagonista:”Se non ti piace perché lo stai usando ovunque? dai cazzo fai, sei una merda!!! pagami per dio!”
Cliente 4: “E va beh dai so du linee… c’è la crisi… che ce vò dai, non stà a fà er purciaro protagonì”

Cliente 5: “Io i soldi proprio in questo periodo guarda non ce lì ho. PERò GUARDA Cioè te faccio diventà famoso, EH? Cioè vale come pagamento capisci?”
Protagonista: “…”
Cliente 5: “Dai cioè posterdati per due anche su riviste di grafica perché in barella il logo direttamente milionario diveeenti!”
Protagonista: “…”
Cliente 5: “E manco GRAZIE ME DICI?”

Non è tutto. Qui viene il bello. Il protagonista ed il suo amico non hanno di ché fare la spesa per tutto il mese, perché vari imprevisti hanno letteralmente “rapinato” quel poco che era loro rimasto. Si preparano ad affrontare nella miseria e nella rabbia mesi sempre più bui MENTRE vedono il cliente uno con una macchina nuova, il cliente due tornare in strada con 80 borse post turboshopping, il 3 che continua a credere che il protagonista lavorerà a gratis, il 4 che tenta approcci di PNL per convincere il protagonista che il logo si è auto-creato, e il 5 sta offeso perché il protagonista non gli ha detto grazie. Ora l’amico del protagonista fa il pendolare a Roma tutti i dì sapendo di lavorare “per la gloria” di vil denaro andato… e il protagonista ora qui afferma, col fegato grosso e la pazienza seppellita:

BASTA IO NON LAVORO PIù AGGRATIS PE’ NESSUNO.

Il Protagonista, Capitolo 2

Capitolo 2

Il sabato sera è sempre tragico.

Di norma il protagonista aveva l’usanza di dire:
“Ah! è tutta colpa dell’alcol. Si. sicuramente è quello” sbarellando abbracciato ai suoi aiutanti. Gli aiutanti di norma poi aiutano poco, per via dell’instabilità.
E’ come quando il protagonista disegna uomini interi: sembrano sempre birilli che tendono a cadere perché le gambe sono più simili a stuzzicadenti bidimensionali piuttosto che un bel melting pot di carne, grasso, muscoli e ossa. Ecco, gli aiutanti del protagonisti di norma svolgono il ruolo di birilli.

Spesso e volentieri anche moralmente.
Ad ogni modo c’è poco da accusare. Il vero antagonista non è l’alcol, bensì il tempo. Dopo lunghe ore di meditazione acquisite tramite lunghe ore di pratica Yoga, il protagonista aveva finalmente capito che l’alcol poteva essere un potente alleato. Un potentissimo Enkidu in grado di mostrare le cose ancor più palesemente di uno specchio.

E di sabato sera una goccia bionda di birra si affaccia dalla pinta.

-“Pssss! Ehi! Protagonista?!”
-“Ecco. Mi mancava solo questo. Perfetto. Ora parlo anche con le birre”… sussurrò in mezzo al pub lidense, quello zozzo dove il tuo spirito da orango-tango ti spinge con impulsi irrefrenabili a fagocitare tante noccioline, così piene… così gratuite.
-“Dai guardati intorno… tra macachi e bertucce non ci nota nessuno” disse scavalcando il bordo del boccale “e poi sono una bionda, potrai sempre dire di aver parlato con un bionda”..
Il protagonista si mette le mani in faccia in preda alla disperazione.. “sono diventato pazzo, definitivamente” si disse “ma tanto ormai…” guardò la bionda facendogli segno di proseguire.

-“E’ iniziato tutto quando terminò la trilogia di Jackson…” iniziò seria
-“Cazzo c’entra il signore degli anelli ora?” intervenne subito il protagonista
-“C’entra, come c’entra D&D e la versione di Pathfinder” rispose a tono scocciata, poi proseguì:
“Un tempo c’era un signore oscuro, ma manco troppo, che aveva formato un partito di Uruk-hai per ritornare allo splendore di Sauron. Perché tocca dirlo, Quando c’era Sauron i treni partivano in orario!!! Tuttavia aveva preso troppe schiave elfe, e a un certo punto non c’ha capito più niente… allora si è nascosto dietro tre monti… Noi abbiamo risparmiato e ci siamo ritrovato su un monte solo. Alto e spoglio. Sopra questo Monti ci abitano i Draghi. Ora anche un newbo sa bene cosa c’è nella tana di draghi…”
-“Un dungeon?” chiese il protagonista
-“Si e cosa c’è nel dungeon dei draghi?”
-“Un sacco de soldi”
-“OHHH e bravo il mio protagonista” disse la goccia compiaciuta
-“I nostri” aggiunse il protagonista
-“Questo è tutto da vedere… ad ogni modo sono molto pulciari… quindi non sperarci”… fece un istante di silenzio “ma poi c’è la strega cattiva, quella sì che fa paura… lei… lei è una segreta alleata dei draghi e di Sauron….”

Il protagonista guardò malissimo la goccia… “dove vuoi arrivare?.. sta diventando lunga la favoletta…”
La goccia seria s’impettì: “E’ tempo di reagire, Erede al trono di Tyr! Guida la massa di contadini verso il centro dell’unione dei regni e uccidi i draghi! Distruggete i monti! aizzate le spade!!! Lotta!!! Lotta ” si mise ad urlare.

Il protagonista restò in silenzio… “Ma sai che c’è… quando il capo della guardia reale si chiama Manganelli capisci che in realtà è fatto apposta…dai… di cosa andiamo parlando…”

-“Ma voi protagonisti dovete reagire!” insistette la goccia

In quell’istante arrivò la cameriera, “Porto via?” chiese con noncuranza.

-“Si.” disse seccamente il protagonista

La cameriera prese il boccale ed asciugò la goccia con il panno che teneva in cinta.

Nel frattempo i birilli parlavano di PES 2013.

Mentre il protagonista masticava noccioline e meditava guardando il panno della cameriera.

Il Protagonista – Una Miniserie a puntate gentilmente offerta da foglianera, aka chihyro, aka Gretamà per gli amici di Faenza. Capitolo I

Capitolo I

Quel giorno il protagonista si svegliò in una nebbiosa quiete.
C’era qualcosa… qualcosa che aleggiava nell’aria. Cos’era? un mistero. Fuori faceva bello, non se l’aspettava.
Niente dolori, il mal di schiena della sera prima era sparito completamente.

Tutto sembrava andare liscio. Troppo liscio. “La calma prima della tempesta” si disse tra sé e sé. “pessimismo preventivo, focalizzati sul pessimismo preventivo, è la Chiave” salmodiava mentalmente dondolandosi verso la cucina nella speranza di allontanare Morfeo, ecco.

Si arresta immobile.

Fermo. Un istante lungo quanto l’eternità.

Ignora il boiler. Si gira, corre verso il calendario. “19 ottobre 2012” . Silenzio. “19 ottobre 2012. Oggi siamo il venerdì 19 ottobre 2012”. Cazzo. Aveva perso il Celebration Day dei Led Zeppelin.

Il Boiler si ruppe. Il caffè era finito. E lo zucchero non bastava per due. Il calzino destro era bucato. L’ustione sulla guancia sinistra dolorosa quanto sgraziata. E poi c’era tutto quel grande sacco pesante come il piombo… quel sacco di problemi, quelli medici, quelli di cui non si può mai parlare sennò la gente poi ti tratta come se fossi un alieno, un povero sfigato. E sopra ancora quello economico… quello dei 4/5 lavori che però in fondo lavori non sono perché non ti pagano. E anche lì…. shhh … silenzio obbligatorio…. e poi quel dannato calzino bucato… un fastidio. Alle 12.45 riceve una telefonata “Uhm …Pronto signor Protagonista? Qui è la segretaria del grande pachiderma sociale”
-“Si.. sono io mi dica…”
-“Ma non era una donna?”
-“Si, ma oggi sono anche protagonista di una dimostrazione di pessimismo preventivo”
-“Ah” sospirò nel disinteresse totale “Senta, qui ni abbiamo visto il suo CV ed è proprio la persona che stiamo cercando” affermò con voce quasi robotica.
-“Davvero!?!??!… ehm… Voglio dire… bene.”
-“Tuttavia… lei non è raccomandato signor protagonista. Cioè avesse un papino lì, o uno zietto lì, un prete, cioè… quindi le offriamo di lavorare a gratis per noi, ovviamente dato che poi siamo noi a formarla è lei che dovrà anche, come dire, versarsi questa quota X, capisce..” proseguì monotòno.
-“Ah.”

La telefonata termina coni classici “26 anni? è un po grandicello per questo”, “non saprei”, “le faremo sapere” o anche il mitico “Lei è appena finita nella grande cisterna dei potenziali impiegati”.

Il monolitico: “26 anni? ma non sei un po grande per questo?” si associa poi a tutto quel che il nostro protagonista compie.

Estenuante. Un mattone in testa ad un passante. Nella cattiveria generale.

Mai nessuno che chiede al Protagonista PERCHé lo fà.

Si critica e si condanna.

E poi il mondo si lamenta che non ci sono più storie.