Bambini Panici.

… Mia nipote corre da me urlando “zia domani all’asilo danziamo” (ovviamente ve l’ho parafrasato… lei lo ha pronunciato con [sia ‘oman a i…isilo somppiamo]). Si era fatta mettere il tutù e le scarpine… e correva per casa con il tutù, una macchina da formula uno nella mano destra… e la pistola nella sinistra. Molto kitch, ma aveva il suo stile. Aveva preso proprio da me.

Mi sono seduta e l’ho osservata. Piccola. Dolce, con il volto di mio fratello, quel volto da paraculo-scarica barile.

Non sono pronta e forse non lo sarò mai. Ormai è tanto che mi hanno detto “lei non può avere figli”… eppure mi sembra sempre… adesso… fresco, sgorgante.

Lo ricordo quel giorno. L’odore dello studio del super primario. Il legno… ciliegio. Gli attrezzi  Il tavolo, la cornice, una bolla di vetro come ferma carte. Le pareti color pesca. Tutto così accogliente, e allo stesso tempo asettico. E poi parole laceranti. Parole.  No, non l’ho realizzato subito.

E’ un po come la Morte impressa sugli altri volti. Quel profumo freddo che si deposita sulla tua coscienza. Manda avanti le sue radici, e poi lascia crescere in te il fiore del dubbio.

Una donna che non può essere madre…. nell’antichità mi avrebbero gettata in un pozzo. O più probabilmente mi ci sarei buttata da sola.

E’ difficile iniziare a pensare che… non lascerò quella parte di me qui.
E’ come se dentro fossi perennemente afflitta da una ferita sanguinante.

E non riesco a capire perché proprio a me.

Allora poi tra un pensiero e l’altro, mi trovo immersa in un gruppetto di bambini. Quando inizio a raccontare una storia, si azzittano e mi ascoltano. Non lo so perché. Sarà che racconto le cose in modo serio… sarà che li guardo come miei complici. Chi lo sà. E mentre stanno lì e mi ascoltano mi sento come il vecchio Peter Pan del vecchio film “Hook, capitan uncino” con Robin Williams nel ruolo di Peter Pan.

E poi mi scende una lacrima. E mi chiedono “perché piangi?”

“Il mio triste segreto è che anche a me sta dando la caccia il coccodrillo. E ho paura di finire sulla nave, da sola, con Capitan uncino perseguitata dal coccodrillo…”

Allora mi asciugano le lacrime e mi dicono che non dovrei preoccuparmi.

E io gli credo.
E un po ci spero.
E un po, dietro alla mia maschera di bella ragazza indifferente, mi dispero.

2 thoughts on “Bambini Panici.

  1. Carissima artista,
    dando per scontato che io non potro’ mai sapere le sensazioni che si provano ad avere una creatura in pancia, le cose dal medioevo a oggi direi che sono cambiate.
    Io conosco una coppia che sono entrambi fertili, e sono due bravissime persone.
    Ebbene, non hanno mai procreato per scelta, e nonostante cio’ hanno tre bellissimi bambini, due peruviani e uno cileno, perfettamente integrati, educatissimi, tre perle.

    Ecco, ripeto, fattasalva la premessa di cui sopra, io ammiro molto di piu’ questa coppia che non una che i tre figli li abbia partoriti.

    I tuoi genitori non sono quelli che ti hanno messo al mondo, sono quelli che ti hanno cresciuto.

    Hasta
    Zac

    • Si hai perfettamente ragione, e sono d’accordo. Mi hanno detto che è molto difficile però ottenere un bimbo in adozione. Ora sono ancora giovane, ma spero che riuscirò un giorno ad imbarcarmi in questa meravigliosa avventura, che forse è l’avventura più completa, coinvolgente e significativa che la vita possa offrire. Grazie mille.

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