E’ colpa del caldo. E la PW è una passeggiata per chiunque sia un minimo letterato

E’ colpa del caldo se non ho scritto praticamente nulla questo mese.

E’ quel che dico per giustificare la mia pigrizia. Nella casa in cui mi trovo ora, ed è tra l’altro la prima volta che non abito in una casa “non mia/della mia famiglia”, c’è una piscina ed ho speso davvero molto tempo e fatica nel pulirla. Fatto sta che ho quasi “imparato il mestiere” e vi assicuro che non sarebbe male fare il “manutentore di piscine” come lavoro per arrotondare. Anche lì però ho visto che servono brevetti corsi ed attestati… e quindi ieri mi ritrovavo lì… a guardare chi si faceva il bagno, tutta soddisfatta della mia costanza. A questo va annesso tuttavia un sacco di cose brutte. Di fatto non so come né perché mi ritrovo ad essere ignorata, con persone che mi parlano alle spalle o altre che vengono da me   a dirmi che quello ha detto e ha fatto perché io ho detto e ho fatto. In sostanza è esattamente come un condominio: tutti si guardano amorevolmente ma poi si pianterebbero coltelli nella schiena a suon di musica del Benny Hill Show. Ed io con la mia paletta ed i test del cloro… mi ritrovo inclusa come “intrusa bastarda” in questo condominio. Wow. Un’aspettativa di vita direi!  per fortuna che ci sono altri “esterni come me” che mi trattano bene, o che non mi tirano addosso palate di letame.

Comunque mi ritrovo sempre a pensare che ad esser gentile te la prendi sempre in quel posto. Cito un “gira gira il cetriolo in culo all’ortolano” tanto per dirne una.

Insomma l’unico che ci ha guadagnato è stato il mio compagno che non ha fatto una mazza e  a cui è stato attribuito tutto il merito del mio lavoro. Ci divertiamo infatti al riguardo ironizzando sull’esser diventata come il personaggio principale del “Portaborse” … con la sola differenza che anche lui è esasperato dal condominio ma sa fare molto bene buon viso a cattivo gioco. Vorrei imparare da lui. ma io sono come sono. Nonostante odi davvero i cetrioli.

Questo scritto così stupidamente mi amareggia per cose ben più grandi: l’italiano medio è diventato talmente avaro, egoista e materialista dal non vedere oltre la punta del suo naso. Sta sempre lì, in bilico ed insoddisfatto, a consumarsi sui prati verdi altrui… perché la sua di felicità, la ignora, ma come vede bene quella scarna e povera degli altri. Ignora la disoccupazione, e i suicidi, e quei lavoratori che pisciano piombo a causa di una fabbrica a Taranto -tanto per dirne una- e la proteggono perché scelgono il cancro e la miseria pur di mantenere i propri figli. Ignorano la gente negli ospedali, gli incendi. Ignorano la bilancia del ragionamento, i cassaintegrati, i “compro oro” e gli zingari al semaforo. I ricchi si aggrappano all’idea di ricchezza perduta e si lasciano consumare dal vizio e dal consumismo. .. dall’erba verde del vicino…. da tutti che vogliono rubare le coseeee… i ladriii… le ladreee…

Mentre tutto crolla a pezzi, ed io pulisco una strana pozza blu. In lontananza delle vampe di cenere nera si arrampicano al cielo, dietro ad antenne magnetiche e menzogne e ipocrisia.

Non c’è più una vera classe intellettuale. Non c’è. L’arte è morta come prodotto. In questa stella cadente di questo sistema marcio… scopro di avere compassione per tutti loro.

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