About me… my tuesday’s thoughts…

English: Soon I’ll be studying in a Comic Studio in Rome hold by a famous italian comic artist: Saverio Tenuta. You know… i’m very strange when i study something. When i was at University, it was a real job for me.

I liked what i did, but i did not love it.

I took my curriculae seriously. All the litteratures, philology, semantics… i couldn’t really “feel” them. There was no time to go deeper, to put some real passion in what i was reading. Do not misunderstand me, i’m not saying i didn’t appreciate Stendhal’s “Rouge et Noir” or i didn’t like to learn how the german idioms had been evolving. Every person has it’s own way to learn. And i had the impression they where just inserting datas in our brain database.
And these datas where… all the same.
No place for opinions or personal points of view and feeling. This is the REAL reason i did not continued with masters or doctorates or whatever you want to call them. I didn’t find to put a part of me in all i was studying. My dream was to unite what i normally feel for art with the historical processus of our evolution… with litterature. I failed and the result were just words in the book i’ve published in 2011 (Echi di Volti- Faces Echoes… don’t know if the traslation is correct… as you can see my english is… awful).

In 2011 i entered to International School of Comics in Rome… but i really didn’t like the way things were going on. Students were very young, and most of them went there just because they didn’t want to work or study seriously. Art in Italy is soooo underestimated. Italian people think that artists are incapable slackers. Useless for evolution. It is true that many persons define themselves as artists while the truth is they are rich and bored sons of Italian rotten system. I do not define myself as artist. I just want to learn. With passion.

My really, only wish is to fight what i am feeling know: there are worlds, huges and heavy worlds in my head. And they are stuck there because i can’t find a way to let them get out. There’s a mess.

I just want to free me from all this pain, to share the love i have inside me when i see, for example, a child who is smile instead of crying. .. … and the only way is writing and drawing.

I am no artist. I’m just exausted by the unreasonableness and chaos that linger in my head and outside it.

Pensieri del Martedì Mattina


Italiano
Presto entrerò a bottega presso il Daisho Studio di Saverio Tenuta… per studiare fumetto. Personalmente sono molto felice. Dall’altra parte non potevano non mancare lo stuolo di persone che mi scoraggiano dicendomi: “ma sei vecchia… dove c@##0 pensi di andare??” oppure “ma dai… non sai disegnare… che vai a fare a perder tempo?” ecc ecc ecc. In realtà credo di aver avuto… come dire… un “déclic”… un click insomma… mi è partita una rottela, da qualche parte, forse tra la zona occipitale e la mole di materia grigia galleggiante. Perché non me ne frega davvero più niente. Ah… l’ho detto. Ho vissuto tutta , e dico TUTTA la mia esistenza cercando di farmi apprezzare dai miei genitori. Sperando che mi avrebbero spinta a disegnare. Ed ho sempre ottenuto il contrario. Mi hanno sempre detto che non ero capace. Mi hanno sempre spinta a lasciar perdere, dicendomi che era tutta una gran perdita di tempo, che poi in fondo non ero brava. Con mia sorella, l’artista prodigio della famiglia che definisce i miei disegni deludenti…. insomma basta. Ho tagliato un cordone. Quello che sto facendo, ora, lo sto facendo per me. 

Mi sono stancata di studiare come studiavo all’Università. In quei tempi avevo davvero l’impressione che noi studenti non eravamo altro che database da rimpinzare. Un mucchio di cervelli riempiti allo stesso modo, con frasi preconfezionate, punti di vista e griglie interpretative che dovevano fare da Cicerone a tutta la nostra linea di pensiero. Non sono mai riuscita a costruire qualcosa di “mio”… a fondere quelle conoscenze con i miei sogni, i miei punti di vista. Non ne ho mai avuto il tempo, e chissà forse anche le capacità. Mi piaceva, ma non l’amavo. Questo è il vero motivo per il quale non sono andata avanti con master o dottorati o quello che cavolo vi pare. Avrei voluto fondere la passione che mi suscitava l’arte con quel che studiavo a letteratura e storia.

Per questo ho lasciato la scuola di comics. Perché sono uscita da lì con la medesima sensazione. Senza contare che non riuscivo a relazionarmi con la maggior parte dei colleghi, tutti giovanissimi. Alcuni di loro stavano lì perché non avevano nient’altro da fare… non volevano né lavorare né studiare e quindi pensavano che andare lì era una buona opzione per non fare niente per tre anni. Altri invece erano semplicemente divorati da due dèmoni: l’invidia (sotto forma di competizione negativa) e l’ignoranza. E questi due dèmoni uniti nella mente umana fanno danni seri, la storia ce lo insegna (anche se noi dimentichiamo)… I professori erano schivi, e non avevo l’impostazione mentale adatta per imparare da loro.

non ero fatta per quell’ambiente. non ero fatta nemmeno per l’ambiente univeristario. non mi definisco un artista, e vorrei solo trovare un modo di imparare mettendoci i sentimenti. Fare mie le cose… e soprattutto: avere una capacità critica di rielaborazione dei dati.

per piangere e far piangere…. Will Eisner me lo fa sempre… e io ogni volta piango. E gli voglio bene perché lui sa leggere davvero nell’anima delle metropli, delle persone, dell’umanità. E’ tutto così vivo…

Volevo provare le stesse emozioni. Non dimenticherò mai quant’ho amato l’esame di Storia dell’Arte contemporanea con il professore Max Gallo. Quando ho pianto leggendo le lettere di Van Gogh… nella raccolta “sarà sempre amicizia tra noi”… lo studio del sud… e quant’ho odiato Gauguin per ciò che ha fatto…

Voglio imparare a disegnare per liberarmi dal dolore. Nella mia testa ci sono mondi interi, giganti, e pesanti, ed io sono oppressa poiché non mi fanno vivere, poiché non mi lasciano vivere nella comune realtà. Poiché lì c’è un casiono ed in non ho gli strumenti necessari per mostrarveli, tirarveli addosso. Condividere con voi la gioia di vedere un bambino sorride, o il dolore… che ci unisce tutti.

In questo senso siamo tutti artisti, e nessuno è artista, in quest’ottica siamo “uno nessuno e centomila”.

Ed io voglio solo essere lasciata in pace., e fare quello che amo fare.

photo credit: Hani Amir via photo pin cc

One thought on “About me… my tuesday’s thoughts…

  1. Carissima, io dipingo quasi ogni giorno della vita, non me ne frega un cazzo se agli altri piace o non piace la mia arte, a volte mi incazzo se noto dell’indifferenza, ma di rado.

    Dipingere e/o manipolare materie per renderle somiglianti a una scultura non e’ cosa che debba necessariamente essere parte interessante del ragionamento altrui, io dipingo per non uccidere, e tanto basta.

    Ogni paio d’anni mi organizzano una personale, alla quale mi presento anonimamente, in pochi sanno chi sono, proprio perche’ non devo a chicchessia alcuna spiegazione, neppure se si chiama Bonito Oliva.

    Posso discutere per giorni di politica, di letteratura, di sport, di popoli lontani, di storia o di arte altrui, ma della mia pretendo che la discussione venga provocata da persone terze, meglio se in mia assenza.

    La mia compagna capisce di arte come io capisco di fisica nucleare, delle volte entrando in casa si accorge che c’e’ una nuova tela, cosi’ esclama:

    “bella questa”.

    Delle volte.

    A me basta e avanza.

    Hasta
    Zac

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