L’insostenibile peso delle parole

L’uomo è un essere… spesso ingrato. Incapace di amare come lo desidera una donna, segue le sue passioni, costernandosi all’irrefrenabile voglia di cedere a tutte le sue voglie.

Bambino viziato, ideale fantastico nella mente d’una fanciulla, gode di una posizione che gli garantisce l’illusione del cuore.

E quelle parole che non dice, sono quelle che non pensa. Non ti ferma per il braccio, e accarezzando con il dito indice le tue labbra, le tue guance, quasi a stringerti, dice di amarti, guardandoti negli occhi. Non lo fa, non così. Non come la fanciulla se l’è immaginato. è una grande bugia, sulla quale la donna s’addormenta. E che ne è di lei? di norma diviene una madre schiava, che col tempo dimentica i suoi sogni d’amore sul fondo d’un cassetto. Altre volte ella resta col ventre sterile ad attendere qualcosa… qualcosa che forse non verrà mai.

Io più di tutte sono la regina delle illuse. Ma non solo in amore. Tutta la mia vita si regge su sentieri onirici. La mia fiducia nel prossimo mi ha straziata. E cosa dire poi dei consigli altrui? alcuni sono stati più devastanti di quanto si possa immaginare. Lunghi anni di neve e gelo su campi che un tempo generavano vita, e frutti. Rigogliosi prati profumati schiacciati dalle sterili e fredde parole dei passanti.

Io sono triste. Appartengo a qualcosa di antico, e sono incapace di adattarmi al nuovo. Mi illudo. E le mie pagine restano bianche come cotone immacolato. Cosa attendo? non lo so neppure io. Se solo potessi trovare delle parole in grado di descrivere questo dolore sanguino che m’attorciglia il cuore e m’annebbia il pensiero. La mente appannata… mi ritrovo immersa nel dolore. E nell’attesa, perdo speranza nell’amore. Perdo speranza nell’attesa stessa.

A volte basterebbe la sincerità. Un gesto. Eppure l’uomo è a modo suo incapace d’amare. Incapace di sentire in sé tutto il peso d’una parola o d’un sentimento. Lui non porta in grembo un figlio. E non è lui a perderlo. Il ventre è sempre quello della fanciulla. La quale porta allo stesso  modo in grembo l’illusione di quell’amore, e le speranze, e i desideri. L’uomo non ne è in grado. Non così. E anche se crede di sentire… a volte penso che non saprà mai sentire come sente il cuore d’una donna.

E quando dico donna, non mi riferisco a tutte le femmine, tutt’altro. Il genere femminile è a sua volta deturpato. Intendo dire quelle poche donne, quelle vere. Che non piangono per fugaci capricci, che non vivono di pura plasticità.

Lei. Così grande, così brutta, così affascinate, così illusa, così morbida.

E lui, così silente, così buio, così bugiardo, così codardo.

Dubito ormai di tutto.

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