Implosione

Non mi chiedete come mi è venuto così l’occhio. Era la mia vecchia immagine di testata ed ero ancora più Newbie con Photoshop allora. Pensate… Comunque.

Inizio a sentire le voci. Tutto in casa prende vita.

Considerando una prospettiva a 360 gradi… se scelgo di fissare lo sguardo in un punto… lì c’è disordine. E’ un disordine profondo, greve, tetro. Non è “disordine”… E’ ENTROPIA APPLICATA AD UN MONOLOCALE che una volta era un Bilocale. Ma che non lo è più. I miei documenti dell’auto se ne sono andati. In slitta, a piedi, volando boh. Sono andati via. Quindi ora sono anche senza documenti.

vestiti, cibo avanzato, greggi di polveri mi guardano… Ma peggio di tutti… C’è Aoshan… il Dio Tartaruga che sto ospitando in casa mi guarda malissimo della serie “Ehi cocca ma dove mi fai vivere?” (per chi non lo sapesse… Aoshan AKA Michelangelo per i comuni mortali è una tartaruga che ho trovato davanti casa… che poi è sparita e che poi mi si è ripresentata sul pianerottolo dopo tre giorni in stile Gesù Cristo… si lo so roba da fantascienza)… insomma lui mi guarda malissimo…  effettivamente non ha tutti i torti… sta tra una pila di medicine, accanto all’aspirapolvere rotto e una pila di cassette piene di acrilici e pennelli e tele. Io sono un’artista fallita. Mi sento una vera cacca. Dalla cucina esalano odori funesti… la busta della mondezza che devo buttare da una settimana. Cazzo… i documenti della macchina.

Sapete… i giapponesi credono che l’ambiente dove vivi, come hai disposto le cose, come tieni in ordine eccetera rifletta cosa hai dentro. Ovvero per dirla meglio: la casa è lo specchio del tuo equilibrio interiore. Ed io come direbbe Amleto ho fatto “schiantare la bilancia”. Io ci credo a sta cosa qua ecco… e … non ho mai vissuto in un così grande disordine. Sono in crisi esistenziale. Come ogni anno.

Io odio i lunedì.

2 thoughts on “Implosione

  1. sto ridendo, ma non per prenderti in giro, bensì perchè l’altro giorno guardavo camera mia e pensavo “non si può andare avanti così.”
    se qualcuno che non mi conosce la guarda ora pensa che sia un tipo disordinato, ma con un disordine derivato dal fatto che lavoro dove dormo. e quindi ci sta.
    ma se la guardava prima, forse, pensava che manco ci dormissi, visto che il letto non si vedeva. e che la polvere era vecchia di secoli. c’era addirittura un agolo buio e nascosto dove avevo gettato cose da buttare via. il punto è che questo angolo, non vedendolo, si riempiva di robaccia e io continuavo a non vederlo. stava diventando una pattumiera.
    per fortuna ho pulito.
    sti giapponesi ne sanno una più del diavolo.

    • Già non è da sottovalutare vivere e lavorare nello stesso ambiente… può essere letale… Pulire poi non è uno sforzo fisico secondo me… ma un’azione mentale che richiede incredibile volontà… io a dire ilvero devo ancora trovare il coraggio…

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