QuickPress… Un silenzioso novembre

Questo novembre è assai silente.
Oggi mi è giunta voce di un ragazzo che si è suicidato. L’ennesimo suicidio.
Non che lo conoscessi particolarmente bene, anzi. Si è buttato dal quarto piano.

Come fece lei, quasi tre anni fà.

Ho una relazione particolare con la morte. No, non ho pianto. Mi dico che hanno scelto.
Poi ci sarebbe tutto lo studio post, ovvero “il metodo del suicidio”: ho sempre creduto che il modo in cui si tolgono la vita porta con sé un messaggio. Una bella differenza dico io, tra il suicidarsi con mille pillole, l’impiccarsi o il gettarsi da un palazzo.

Per lo meno ho sempre creduto ciò. Ad ogni modo, non sò perché lo ha fatto. C’è chi dice: “beh… si era lasciato con la ragazza”… naaa… non ci credo. Non credo ci si possa suicidare solo per questo. Siamo nel 2011… nell’insensibilità orwelliana-huxleyiana e bensoniana… insomma… siamo in pochi a leggere shakespeare ormai… credo volesse dire qualcosa di grande, di globale.

Si stanno suicidando un sacco di persone ultimamente. Davvero tante.

E chissà perché… la cosa non mi stupisce.

Non voglio essere ironica o sarcastica, e son certa che loro mi perdoneranno, la vita ha i suoi strani modi, i suoi versi hyper contorti di aiutarti ad uscire fuori a certe situazioni insomma… tra un anno “dicono” saremo tutti morti perché tattattta ttatataaan arriva la fine del mondo…. tanto vale aspettare, no?

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