L’uomo grigio. Considerazioni.

L’uomo grigio è un ragazzo fuori e un vecchio dentro.
Desidera una donna ma non l’ha mai avuta.
Per questo tratta male tutte le altre.

“Ma che fai?!” gli direi io: “è una stronza… un vera zoccola… lascia stare, ci hai già buttato dietro troppi anni della tua preziosa vita…. vai avanti e sorridi, cazzo”. Ma poi non glielo dico. Non glielo dico perché non se lo merita.

Perché è talmente grigio e triste… che ti fa passar la voglia di raccontare una storia, di fare una domanda… di avvicinartici in qualsiasi modo.

E’ il mio compleanno, non mi fa gli auguri.. beh che novità, come se me li avesse fatti gli anni precedenti. Mi vede e non mi saluta, qualsiasi cosa io faccio o dica è criticata… misoginia… grigiore e senilità.  Il risultato è che se poteva esser interessante… beh non lo è più. Il risultato è che se volevo fare qualcosa con lui… non vi va più. Non è mai stato mio amico… lui non lo ha mai voluto, e soprattutto non l’ha mai voluto la sua first lady che lo tiene per il pisello come una ragazzina tiene in mano la sua barbie preferita. E quindi così sia. Resti nel suo mondo grigio, nella sua solitudine monocolore, nella sua curiosità inappagata, nelle sue critiche sfogate, tetre, offensive. Ci ho provato per anni. Ma adesso… adesso non m’importa più. Ad un certo punto uno si scoccia di volersi avvicinare ad uno che ti dà tutte pizze in faccia. Sfido io.

Resterà nella mia mente l’uomo grigio. Pieno di sé quanto solo.

Ma io sarò tranquilla. Ora so di aver fatto il massimo… e di aver ricevuto solo spintoni. Pazienza. Non sono madre teresa di calcutta.

Aaah- non aggiungo altro.

Ora vado ad immergermi, ancora mocciolosa, nel traffico di Roma.

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