True Blood: Considerazioni dal romanzo alla serie tv della HBO

Parte 1: Considerazioni sui Romanzi “True Blood” di Charlaine Harris

Uhm.
Non voglio essere troppo aggressiva. Mi dicono spesso: “mammamia vacci piano! Sei troppo aggressiva… bisogna avere tatto nella vita…” UHM. … Ieri ho appena finito di leggere il decimo volume di True Blood, di Charlaine Harris… e a dire il vero… non sapevo se piangere sangue, rotolarmi dall’invidia, strapparmi i capelli, o andare direttamente dalla scrittrice per fustigarla personalmente. Ecco, ora sono aggressiva. Direte voi: “Va beh scusa ma se non ti soddisfaceva perché ti sei letta 4130 pagine circa?”. Innanzitutto perché sono curiosa. E poi trovo BASILARE leggere quel che ha scritto quella donna se intendo dare poi un parere sul plot in generale. Non voglio bruciarvi tutta la trama… però ci sono alcune cose che mi hanno lasciata un pochino “disturbata”.

Avete mai giocato al GDR: Vampire the Masquerade? Ecco True Blood si appoggia a tutti i poteri elencati nella masquerade: dominazione, potenza, velocità, robustezza, ascendente, oscurazione. La scrittrice non li nomina, ma quelli sono i poteri e vengono usati in maniera identica al GDR. Nel decimo volume ho addirittura letto che Apicella era definito un “antidiluviano”. Uhm… Parliamo delle gerarchie vampiriche? gli sheriffi nel libro sono delle specie di principi. Vi sono i settori… re e regine insomma anche se con altre parole, la geopolitica vampirica non mi sembra così innovativa confrontata a VtM. Il punto è: se avessi saputo che la White Wolf non se la faceva prendere a male, anche io avrei scritto qualcosa di così simile all’ambientazione del WoD (World of Darkness). Fate, Licantropi… insomma persino le streghe fanno parte del WoD. Quindi non mi sono stupita molto.

Un’altra cosa che mi ha fatto cascare parecchio le braccia per terra…. è la mancanza … la mancanza di profondità, ecco. Dopo dieci libri non ti fai un idea profonda, reale, di cosa pensa il vampiro, di chi è, perché, da dove proviene (nonostante una piccola citazione su Caino, ma non è nemmeno legata poi alla storia vampirica-sennò secondo lì scattava istant la denuncia della White Woolf). Lo stesso vale per Sookie. C’ha la sensibilità di un carro attrezzi e certe volte ti devi davvero sforzare per dirti: “No va beh ora dirà qualcosa di intelligente”. Tutto resta rilegato in queta atmosfera “rosa love story” immersa in bagni di sangue… quest’eroina… che non si sà se c’è o ci fà contesa tra mascoline bombe sexy e laghi testosterone. Dopo più di 4000 pagine cazzo non sai nemmeno bene perché è telepatica e cosa intende fare della sua vita. Senza parlare dei personaggi “birilli”: stanno lì, sono potentissimi, e si fanno fregare come dei mocciosi senza fare niente. E’ abbastanza alienante dopo un po sentire che non vi sono personaggi reali, profondi, che agiscono seguendo una loro etica delineata e precisa, convinzioni forti. La storia dei pg si limita ad una decina di pagine cadauno diluite in questi romanzi (vedi Pam) e si resta con l’amaro in bocca nel desiderio di saperne più.

Peggio ancora è ritrovarsi al decimo romanzo e capire che ogni volume segue un iter predefinito: non succede un cazzo per tutto il romanzo, poi arrivi a cento pagine prima della fine e si snoda tutto. Una volta, Ok, Due va beh, Tre volte… Uhm così è un po pesante… Quattro…
Alla Quinta volta che ti fa sto pezzo ti dici: va beh ma questa la storia non la farà finire mai… ci sta facendo talmente tanti soldi che può scrivere altri 40 volumi così…

Ma non voglio essere cattiva. Cioè non sto criticando True Blood per sfogarmi o altro… è che ero davvero speranzosa di rivivere le emozioni che poteva darti un “intervista col vampiro” di Ann Rice… o meglio ancora un “Dracula” di Bram Stoker… e invece niente. E quindi quando poi mi ritrovo a leggere questo genere di romanzi non so proprio che pensare… sono semplici, mancano di quella profondità che vado cercando come un anima in pena. Dato che sono stata brutalmente sincera nel dire quel che non mi è piaciuto, vorrei essere altrettanto sincera nel dire invece cosa mi è piaciuto.

Innanzitutto l’idea del “True Blood” è decisamente geniale. Non solo nel romanzo. Tutto il marketing che hanno fatto sul True Blood è stato davvero divertente. Quel che ne consegue è la presenza “reale” del vampiro nella società. In questo trovo che la scrittrice sia stata geniale: ha semplificato molto l’ambito politico-sociale per rendere possibile l’immersione del mondo vampirico nell’ambientazione umana. Devo dire che non concordo con l’idea delle “Bienveillantes” USA e UK che accettano i vampiri, mentre noi, cattivi e regrediti italiani, li consideriamo come semi-cittadini. Ma va beh. La scrittrice è americana… non so se ha idea di come molte persone in Europa considerano l’America.

Credo che la bravura della Harris non sta tanto nella struttura dei pg o nelle descrizioni (a parte il vestiario: puoi ignorare che pensa un pg, ma stai tranquillo/a…. saprai sempre come sono vestiti), quanto nella fluidità che possiede nel descrivere gli eventi. E’ davvero scorrevole. E’ quel che più gli invidio. Insieme al modo che ha per semplificare scene ed eventi che una persona comune non riuscirebbe a descrivere. Credo sia un’ottima alternativa a Twilight.

True Blood avrà anche innumerevoli difetti, ma almeno resta e può considerarsi una storia quantomeno interessante per il suo genere, a differenza di Twilight che fa davvero deprimere tutti gli amanti dell’horror. E’ una bestemmia del tema del vampirismo… e uno schiaffo in faccia quando vedi migliaia di deficienti strizzare gli occhi davati a quella cagata di storia dove i vampiri sbrillucciano e giocano a crickett. Ecco, già c’ho la nausea. Torniamo a True Blood.

Parte 2: Considerazioni sulla Serie TV prodotta dalla HBO.

Innanzitutto l’intro spacca. All’inizio lo trovavo alienante e strano, ma poi l’ho trovato proprio azzeccato con l’aria che tira con il romanzo.  Credo che gli sceneggiatori abbiano avuto parecchio filo da torcere per non fare spendere miliardi alla produzione: True Blood ha davvero parecchi personaggi (Secondo me infatto faranno una fusione tra Alcide e Quinn) nel libro… e nella serie Tv, man mano si va avanti, ci si dissocia sempre di più dal romanzo. L’ultima serie, che trattava della congrega di streghe… segue proprio un’altro iter. Non riesco a capire perché ci hanno infilato Jessica, perché hanno reso Hoyt un verginello e Jason un totale cretino (va beh anche nel romanzo non scherza)… Lafayette mi sembra un merge di vari pg del Merlotte… ma è un bravo attore, secondo me. Tara anche funge da filo rosso nella serie (rimpiazzerà Amelia? o muore e basta?) ma anche lei se la cava alla grande.

In definitiva tutti gli attori sono parecchio bravi… Ovviamente Eric me lo immaginavo mooolto più fico-con tutto il rispetto per Alexander Skarsgård- è che quando ti ritrovi nel dominio della fantasmagoria non c’è nessun Adone di carne che possa regger la candela. L’attore che interpreta Bill Compton è molto bravo anche. Mi piace l’espressivitò che ci mette… credo che abbia un personaggio parecchio limitante ma se la cava bene nel tentare di dargli un tono più profondo. Ci prende parecchio. Sookie… Boooh. Anna Paquin se la cava bene… ma cazzo la Sookie del romanzo è una gnocca da paura… sembra la donna perfetta… (me la immaginavo più con un’attrice tipo Anna Torv o come si chiama- quella che fà l’agente Dunham in Fringe) invece la Sookie della serie mi sembra a volte ancora più stupida di quella del romanzo, seppure reciti davvero alla grande (è che c’ho il trauma di Rogue-la busta- quando la vedo).

Se potessi scegliere, darei un tono più serio alla serie: lo imposterei molto di meno sulle storie di sesso/amore/amici e incentrerei tutta la storia sullo svilluppo di un plot horror/supernaturale.

Se siete curiosi di vedere la serie di True Blood, la troverete sicuramente navigando sul web in streaming, su megavideo, videoweeds o altri. Fin’ora stiamo alla quarta stagione (è appena finita)… e non vedremo la quinta prima dell’estate 2012 a quanto ho letto in giro.

Vi lascio qui il video opening, che è proprio azzeccato per rendere l’ambiance, secondo me.

One thought on “True Blood: Considerazioni dal romanzo alla serie tv della HBO

  1. uhm, ero curioso di leggere i libri ma ora mi sento meno ispirato. per quanto riguarda la serie, ho seguito le prime 2 o 3 stagioni (spoiler, l’ultima che ho visto era quella con godric o come cazzo si chiama e quegli invasati religiosi) ma poi mi sono stufato un pò.

    gran fighe e gran vampiri che sono sempre ben accetti, se poi sono entrambi anche meglio, ma la storia comincia a zoppicare….

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