Curvature?

Quando decisi di iscrivermi a fumetto, pensavo di aver fatto “la grande scelta”, di aver iniziato a seguire il mio sogno… insomma dopo anni e anni di studi su materie di altro tipo… il corso a cui mi sono iscritta rappresentava su tutti i piani un grande spacco. Una grande scissione tra quello che sarei dovuta essere e quello che sarei voluta essere.

Insomma diciamocelo:  Ci aspettiamo sempre, nella nostra testa, che avvenga qualcosa di immediato e grande, come nei film. In fondo odio i film per questo. Ti fanno inpersonificare in persone “sculatissime”, perennemente aiutate dalla fortuna o dalle coincidenze… quei personaggi che partono con niente e poi si ritrovano ad essere, nel giro di pochi mesi, grandi personaggi storici. E’ come dice Virginia Woolf… uno pensa che la vita sia una serie di luci ben poste? no.. no… the “life” è quella irregolare serie di luci diafane… siamo avvolti in una nebbia che ci rende difficile capire il senso della “profondità” di certe cose. Mi trovo anche nel paese sbagliato: non ho mamma o papà, o l’amico che mi dà una pacca sulla spalle e mi apre grandi porte sul mondo lavorativo, garantendomi uno stipendo da raccomandato e quindi da buon fancazzista. Ma questo non è il problema. Io non sono e non voglio essere una raccomandata. Non voglio essere così. Dovrei andarmene. Spero di riuscirci.

Insomma mi ritrovo a guardare tavole semi abbozzate, in ritardissimo con le consegne di mesi. Vedo che non sono brava come dovrei, che non mi impegno, come dovrei. “dovrei” eppure non era quello che avevo sempre desiderato? da dove proviene questa silenziosa delusione? da me stessa o dal mondo? che cosa hanno i visto i miei occhi di così tremendo?

Forse è come dice mia madre: “non sei così brava a disegnare. Non trasmetti niente… dovresti scrivere.  Sei delusa perché pensavi saresti stata più brava a disegnare… e invece no.” Insomma cosa dovrei fare? Era il mio sogno. Perché ho l’impressione di essere sempre l’ultimo vagone che a stento riesce a tenersi attaccato al convoglio?

E in tutto questo, in questi ritardi, nella lotta del recupero alla salute, nel capire quanto poco valgo o quanto effettivamente potrei valere… sento il tempo che scorre… e non ho la più pallida idea di cosa fare della mia vita.

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