Slavery of the Citizens

Bisogna esser bravi per far credere ad uno schiavo di essere un rivoluzionario. Soprattutto quando non ha ideali, o semplici personali idee, non è dotato di un soggettivo spirito critico, tanto meno di una buona cultura. In poche parole: non sa nemmeno perché la sta facendo, questa cosiddetta rivoluzione. Così ci ritroviamo pupazzi di carne, pilotati come marionette, che si dicono figli di antiche rivoluzioni.

Eppure nessun paese è stato tanto scaltro quanto l’Italia. Con Machiavellica arguzia, vengono isolati i veri intellettuali, vengono dispersi nella rete. Qui ogni schiavo è educato a sentirsi un padrone. E vive in una cecità lancinante. E’ uno scenario, quello di oggi, dove ci si accappona la pelle inorriditi da una massa di persone senza sufficienti sinapsi per capire di essere esattamente quel che i poteri desiderano.

In un altro luogo è rotolata in terra la testa del sovrano, non in Italia. E ancora. L’Italia è il luogo dove tutto resta inerme. Hanno trovato il modo di far sentire alcuni “dei rivoluzionari” incatenandoli ulteriormente. Beata ignoranza.

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