I11 Sogni

Questi Post con intestazione “sogni”  fanno appello al mare della coscienza del web. Nella disperata ricerca di trovare collegamenti con altre menti che come me vivono sogni “lucidi” o esperienze oniriche particolari. E’ innanzitutto un omaggio a Jung. Poi è probabile che il mio cervello sia più vicino a quello di una scimmia che a quello di un genio, ma almeno ne sono consapevole, e non posso far altro, nel mio piccolo e nei miei versi, che tentare di costruire qualcosa che possa andare oltre. Vorrei conoscere altre sognatrici, e altri sognatori. Ho già scritto della mnemonica dei sogni su questo blog, vorrei iniziare ora a scriverli. Ho quaderni pieni di sogni, qui accanto a me… sono tutti scritti lì… eppure restano lì… e solo io posso interpretarli o analizzarli. E non sò… sento che per quanto pericoloso possa essere, renderli in qualche modo pubblici potranno aiutare non solo me, ma anche altre persone. Vorrei comparare con altri sognatori dei simboli ricorrenti, dei luoghi in cui andiamo e camminiamo. Posso dare spesso struttura alle sequenze. struttura spesso necessario, perché dove andiamo noi il tempo non esiste… o se esiste, è tutt’altra cosa.

Mi sveglio nel sogno. Il mondo è in rovina. Vedo colonne spezzate a terra. Vago per le strade. Tutto è di marmo. Le case, i parchi, tutto sembra avere un aspetto antico, nobile, eterno.  Eppure tutto cade a pezzi. Perché sono l’unica ad essere lì? dove sono le altre persone? continuo a camminare, il cielo è perennemente oscurato. Sento un forte pericolo intorno a me. Inizio a comprendere che non c’è nessuno… perché sono tutti morti. vedo amine vagare da una costruzione all’altra. Non posso parlare con loro. Mi indicano una casupola, più giù tra sentieri di alberi, marmi e rovine. Un’ansia mi assale. Vado avanti. Giunta alla casupola vedo tutte le anime nascondersi, terrorizzate. E poi vedo anche io. Le persone vive, nella casupola, vengono massacrate. Massacrate da raggi. Mi pare siano verdi. Assomigliano ad onde elettromagnetiche. Mi nascondo, presa dal panico. Si tratta di un genocidio. Tutti gli umani stanno morendo, tutti. E’ un genocidio che sta sterminando la popolazione terrestre. Vedo alcune anime che si disperdono nell’aria, dopo essersi innalzate in cielo, altre restano. Sento una presenza esterna provenire dal cielo. Cerco di capire da dove provengono queste onde magnetiche… ma è così difficile guardare il cielo. C’è uno strano silenzio nell’aria. Capisco che presto anche io verrò uccisa. Non riesco a capire se sono ancora viva, o se sono diventata un anima anche io. L’unica cosa che mi pare di capire mentre cammino, nascondendomi qua e là… è che siamo localizzati. non c’è via di fuga. Chi manda quelle onde elettromagnetiche riesce anche a localizzare dov’è la presenza di vita umana.  Una disperazione atroce mi prende. Vedo una bambina nascosta. Ha circa sei anni. E’ viva. Le vado accanto e so che devo aiutarla. Ma dove posso portarla? Inizio a fuggire con la bambina, correndo il più possibile. A tratti la tengo per mano, a tratti no. Entriamo un asettico palazzo di pietra e marmo(un tempio direi), senza arredamento, completamente vuoto. Grandi archi quadrati formano delle finestre e fanno passare la luce del giorno. Poi li sento arrivare. Vengono dal cielo. Non so se si tratta di un astronave, di un aereo… di altri umani o alieni. So solo che possono farci fuori in pochi secondi, senza neppure toccarci. Vedo una figura, entrare nel tempio. Non posso proteggere la bambina. Perché da quando entra la figura (assomiglia ad una donna) capisco che ho fallito, che sono uno spirito anche io. Vengo separata dalla bambina, trapasso il tempio, cose se mi avessero spinto con furia, innalzandomi violentemente in aria, inizio a dissolvermi. Nella mia mente so che ho fallito. Non ho salvato quella bambina. Mi sveglio con un forte senso di tristezza.

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