Gli occhi lucenti delle menti ardenti

Per fortuna anche questa volta è andata bene. La gente cammina affaticata nelle strade inquinate. La terra intrappola i loro passi. Il cielo, pesante, sembra cadere sulle loro teste. Ma scorre la vita fluida nell’occhio del bambino. Di colori candidi; di foglie argentee. Corre tra le folle, i vortici dei monumenti. Corre tra i sogni, l’invenzione, la lucidità dell’immaginazione. Il bambino è divino: rende sogno relatà: Plasma l’idea nella matriea. La colpisce a suon di sorrisi. La legiga, a suon di lacrime. Il bambino di ferma e osserva. “Chissà cosa guarda” pensa l’adulto passante “chissà cosa guarda nel vuoto”… ma il bambino non se ne cura, continua ad osservare Nel vuoto e a vedere l’intero mondo in una porzione di realtà umana!

Quale sorpresa per Dio vedere se stesso camminare, aggrappato con la sua piccola mano alla giacca della madre, se stesso in quel lontano luogo dove la creazione diviene sempre più limitata, spaventata, imprigionata.

Non parlate ai bambini come se fossero più piccoli di voi. Loro esistono vivendo. Vivono le paura e ci giocano assieme. Costruiscono e coraggiosamente attraversano porte che i vostri occhi neppur percepiscono. Chinate il capo dunque a queste illuminate menti… perché hanno in loro, ancora, quella scintilla divina che infuoca i loro occhi.

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