Quale titolo dovrebbe avere tutto ciò?

Cari lettori.

Ho atteso prima di scrivere.
Chiedo scusa, ma ero davvero presa.
In questi giorni un’onda d’infamia si è liberata mostrando la sua viscida potenza.

I giornalisti hanno dato davvero il loro meglio,
Sono riusciti a farmi danneggiare la tv.
Pensavo che picchiare forte lo schermo avrebbe fatto loro del male.

C’è stato il terremoto.
Sentivo i cani ululare e il gatto stava male. Si contorceva da qualche giorno in preda a strane visioni.
La natura si sveglia. il dorso della terra s’agita.
Crollano le case.
Con dentro le persone.

Vedete… io non so pregare.
In questi casi vorrei saperlo fare, se davvero pregare può salvare le vite.

Sono rimasta in silenzio. Stordita dalla scossa. Immaginando come avrebbero fatto quelle persone. Cosa potevo fare, dare, portare a loro?
Recarmi lì: impossibile, tutto chiuso, non accettavano i volontari “fai da te”. Resto in silenzio. Ansiosa, triste, preoccupata. Inutili lacrime oltrepassano la realtà, in cui mi sento più che mai incapace di aiutarli davvero.

E poi vedo loro.
Gli schifosi.
Onde di giornalisti con la bava alla bocca.
Eccitati dalle macerie,
in orgasmo per lo scoop.
“Mooorti”!!! “Vite spezzateeee”!!! “Guardate!!!! guaaardateeee questi bimbi senza un tettooooo” urlavano goduriosi.
Bruno Vespa, sorridente dall’elicottero mostrava, mostrava all’Italia l’Abruzzo, sottilineando la tragedia, con quei nei puzzolenti di merda.

Scene fotografate con persone in lacrime. I giornalisti???? non gliene frega un cazzo, questa è la cruda verità. Sfruttano il dolore e la disgrazia in proporzione al loro guardagno. Il meglio è stata l’ultima intervista a cui ho assistito. Presa da un onda di rabbia ho colpito la tv.
Lei, giornalista trentacinquenne, capellicotonati da parrucchiere, truccata da bordello precolombiano. Intervista un uomo. Aveva perso casa e bottega. Lei sorridente ostinava domande e si strusciava sul cameraman urlando: “riprendi qui! oh siii riprendi qui!!! guardate tutto è crollato!!! guardate- sorridendo- tutti i prodotti per terra!!! guardate qui le crepe e le macerie!!!”. L’uomo la fissava un po stordito dopo diché lei riprende con assurde domande: “Come ci si sente ad avere perso tutto??? a non avere più niente??? come ci si sente a vedere tutto il suo lavoro, i suoi prodotti, gettati così a terra!?!?!?”… lui ruisponde che almeno non ha perso i suoi cari come molti altri. Lei, insensibile ha continuato. Quelli non sono giornalisti. Sono manichini disumanizzati che hanno già dato il culo a tutti pur di fare carriera.

Un’infinità di scene del genere. Gente che mangia in testa a persone davvero bisognose. Quale titolo ci può essere per una cosa così immonda?

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