Un Problema Tutto Italiano

Ho scelto di scrivere questo post perché in questi ultimi giorni sono stata insultata attraverso internet da neo-fascisti. Perché?
Perché non sono d’accordo con alcuni punti del Decreto Legge 137/2008, e con moltissimi punti del DL, ormai Legge 133/2008, che riguarda principalmente la privatizzazione delle Università e delle nuove tassonomie degli studi post-laurea.

Per via del mio disaccordo sto subendo minacce, insulti pesantissimi, calunnie. Mi hanno dato della neo-stalinista, della zecca di merda, della sporca fallita… insomma non ho neppure avuto modo di spiegare il perché delle mie controversie.

Quel che sta accadendo in questi giorni è la dimostrazione tragica che viviamo in una dittatura mascherata.

Vedete, questo mio disaccordo con quel decreto mi ha aperto gli occhi su una realtà tutta italiana: la presenza di una moltitudine di neo-fascisti ( venuti su insieme alla crescente ignoranza): appoggiati dalle forze dell’ordine, alcuni di loro hanno assalito e picchiato donne, uomini e bambini che protestavano pacificamente in Piazza Navona. I media hanno coperto l’accaduto, una censura in rete è stata attuata, ma moltissime persone, hanno visto quelle registrazioni non tagliate in tempo.

E’ stato un fortissimo shock per me il fatto che la Polizia non abbia fatto niente anzi, che abbia occultato le spranghe e coperto i picchiatori neo-fascisti. E’ uno shock perché ho sempre portato rispetto e ammirato la Polizia Italiana, e non capisco cosa sia accaduto. Capisco che eseguono ordini ma si trattava di studenti, di persone giovani come me che stavano lì non per fare i comunisti, i fascisti, i berlusconiani o i veltroniani, bensì per manifestare pacificamente contro una legge contenente articoli marziali e anticostituzionali.

Visto che quasi tutto è censurato ormai, desidero scrivere su questo blog come sfogo personale per quel che sta avvenendo in questi giorni. Soprattutto vorrei trascrivere alcuni dei punti che hanno suscitato rabbia e disperazione in molti compatrioti.

Tutti gli estremi generano violenza e odio. Che siano di estrema destra o di estrema sinistra, gli individui che usano la violenza contro persone disarmate sono individui privi di qualsiasi etica e carità religiosa. Molte persone sono state picchiate da neo-fascisti e celerini… ma perché? perché stavano in piazza a protestare pacificamente? Allora iniziamo a ragionare INNAZITUTTO partendo dalla Costituzione:

Costituzione Italiana

  • Art. 17.
    I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

    Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

  • Art. 18.
    I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente
    , senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

    Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

  • Art. 21.
    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

PER QUANTO RIGUARDA L’ISTRUZIONE:

  • Art. 33.
    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

    La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

    Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

    La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

    È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

    Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

  • Art. 34.La scuola è aperta a tutti.L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

    La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

    Qui non siamo noi che censuriamo la stampa, e non siamo stati noi a presentarci in piazza con cinghie, spranghe e bastoni, protetti da caschi. Non siamo noi a violare la costituzione, bensì coloro che si proclamano dalla parte del giusto.
    ——————–

    La privatizzazione delle Università ( e accadrà per gravi mancanze di fondi) non permetterà di raggiungere ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, i gradi più alti degli studi.

E non perché non hanno voglia di studiare ma perché non ne avranno le capacità. E non avremo mai sufficienti borse di studio per tutti. Trasformare le Università in fondazioni porterà alla morte di molte ed eccellentissime facoltà.

Il costo delle rate verrà pagato sui beni immobili, come già accade nelle Università private, e dunque la rata sarà comunque più elevata.

L’IRI verrà soppressa. ( http://www.fondazioneiri.it/inside.asp?id=40&id_tool=1)

Gli sbocchi post-laurea, già galleggianti nel precariato, subiranno in alcuni campi un ulteriore sprangata.

L’Università è sempre stata in gran parte statale. Non rappresenta un parcheggio per chi non ha voglia di fare niente, eppure molti al governo la vedono in questo modo.

Attualmente questo problema non tocca me in prima persona. Tocca però le persone che amo, che stimo e rispetto. Toccherà i miei figli, i miei nipoti e fratelli: per questo mi sento chiamata in causa come non solo come studente, ma come CITTADINA ITALIANA, perché mi rendo conto che questa legge peggiorerà per molti versi la situazione di molte vite.

—————–

Inserisco qui alcuni passaggi di due art. della Legge Gelmini:

Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 – Suppl. Ordinario n. 196
Art. 16.

Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

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Art. 17.
Progetti di ricerca di eccellenza

1. Al fine di una più efficiente allocazione delle risorse pubbliche volte al sostegno e all’incentivazione di progetti di ricerca di eccellenza ed innovativi, ed in considerazione del sostanziale esaurimento delle finalità originariamente perseguite, a fronte delle ingenti risorse pubbliche rese disponibili, a decorrere dal 1° luglio 2008 la Fondazione IRI e’ soppressa.

2. A decorrere dal 1° luglio 2008, le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione IRI in essere a tale data, ad eccezione di quanto previsto al comma 3, sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia.

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Per motivi economici, difficilmente le Università pubbliche e i rispettivi organi ad esse connessi sopravviveranno.

OLTRE LA DESTRA, OLTRE LA SINISTRA

SIAMO CITTADINI ITALIANI
FRATELLI E SORELLE NELL’AMORE DELLA PATRIA PER CUI SONO MORTI I NOSTRI AVI

NO VIOLENZA, NO POLITICA

SOLO IL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE
IL RISPETTO PER I NOSTRI DIRITTI.

Se siete interessati all’intero articolo potete consultarlo qui:

http://www.universinet.it/maturita/98-maturanews/3016-legge-133-2008-gelmini-6-agosto-2008.html

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