Scrivere..

[Prima di iniziare con le mie solite sparate volevo darvi un aggiornamento di stato.

Il mio primo blog aveva raggiunto più di 11.000 visite. Era divenuto tuttavia un fallimento. Per diversi motivi che sicuramente non elencherò qui. Una cosa è certa: continuo la mia lotta per una semi-privacy. Intendo dire che se siete qui, è perché in parte mi conoscete, o perché vi piace leggere quello che scrivo. Non mi interessa altro. Se volete sapere, chiedete.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti, impiegherò più tempo del previsto a riorganizzare le “Avventure di Fortunella”. Vi prego quindi di pazientare ancora. Credo che su certe cose avere fretta è sbagliato. Ok scusate la parentesi.]

Non è che uno nasce e pensa: “da grande sarò il politico più scoppiato della storia”. La maggior parte delle volte non abbiamo la più pallida idea di quello che stiamo facendo. E nemmeno ce ne frega niente. Un giorno prendi una penna in mano e inizi a scrivere. In quel momento lasci andare, non ti passa neppure per l’anticamera del cervello che vuoi essere bravo quanto Proust. Il giorno dopo ti svegli e riprendi la penna in mano. E così via, così via, finché capita il giorno in cui, per un qualsiasi motivo non hai la possibilità di scrivere… e stai stordito. Con questo non voglio dire che scrivo un best seller al giorno, non sono Wilbur Smith. Ho scritto poco e ogni giorno che passa provo il desiderio di scrivere di più. Poi sul perché non mi riesce niente è un altro discorso. Questo mio esperimento online è un’altra prova.

La prima cosa che scrissi aveva come titolo “Oggi fa bello”. Un disastro. Non ho neppure una copia di quel racconto breve. credo che tutti gli amici a cui l’avevo regalato lo hanno usato lo stesso inverno per accendere il fuoco nel caminetto.

Ero stupida al liceo. Mi ero circondata di persone che non mi potevano capire e alcune di quelle persone avevano, come hanno tutt’ora oggi, l’hobby di descrivere agli altri quello che tu non sei. Non ho mai capito perché non ci sono andati con convinzione dallo psicologo. Oggi sono schiavi di mille complessi più stupidi che utili.

Insomma cresco. Ed è in questi ultimi anni che il mio lavoro inizia ad essere riconosciuto. Non vedo ombra di pubblicazione, ma il fatto di essere letta da qualcuno che vuole capirmi ha cambiato molte cose.

La realtà schifosa è che mentre si spreca carta a pubblicare le stronzate di pupazzetti analfabeti, tipo Vespa per citarne uno, tu rimani niente. La gente legge sempre di meno e diventa sempre più disinteressata. D’Altronde visto quello che si pubblica oggi e i prezzi dei libri non mi stupisce. Eppure le cose sono chiare: o sei già dentro, hai già tastato un po il terreno, qualcuno è interessato a te… oppure niente. Ed è questo meccanismo in cui io non credo.

In questo momento siamo soli. Non siamo neppure esordienti. Siamo ombre.
Ed è in questi momenti però che trovi quelli su cui puoi fare affidamento.

Alcune persone che reputavo mie amiche sono solo diventate invidiosi dei premi da me vinti, e hanno scritto due poesiole per entrare in competizione con me.

Adesso ci bevo su un bicchierino. A loro dico : ” siete proprio il risultato di questa società maleodorante”. A quelli che ci tengono e che ci vivino per davvero dico: ” non molliamo, che ci vedessero come cazzo gli pare noi andiamo”, e a tutti voi lettori, non v’indignate per le parolacce, vi dico Buonanotte.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s