Un Breve ricordo passato.

Copyright © Margherita G.M. All rights reserved.

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Consiglio ai lettori: Le info date su Gioachino da Fiore e tutto quel che ho scritto riguardo a Lui non è verità. Ho volontariamente “storpiato i fatti”. Se vi da fastidio no problem ci sono altri post: )

Anno del signore 2005, dicembre di numero 29.

Gioachino da Fiore, verso il 999 d.C. aveva deciso che secondo lui l’umanità era composta da tre ere:

La prima grande era costituita dal Padre, la Seconda apparteneva agli uomini, che poi proseguiva con l’era del Figlio; e la terza che doveva subentrare nell’anno mille,

ovvero l’era dello Spirito Santo.

Venne specificato benissimo dal nostro amico Gioachino, che l’era dello spirito santo avrebbe portato con se la morte dell’intera umanità.

Grazie Gioachino per aver provocato uno dei più grandi suicidi di massa: hai messo così tanta paura agli abitanti dell’Alto Medioevo che ne hai raso al suolo quasi la metà.

Probabilmente qualche ubriaco sdraiato a testa in giù su un tavolo di una taverna, leggendo l’anno in cui si profetizzava la Fina non avrà letto 999, bensì 666 visto come simbolo diabolico.

Duemila e sei anni dopo ubriaca o non mi ritrovo in piena notte a pensare a te, Gioachino, Gioachino, conosci un buon Hotel a Firenze perchè io vorrei trascorrere qualche giorno li per capodanno insieme al mio ragazzo che sta trascrivendo il suono in inchiostro a causa della mia pigra ignoranza nel fare la scrittrice nel vero senso della parola:

farmi venire il morbo dello scrittore a forza di eseguire ghirigori d’inchiostro su di un foglio che presto ingiallirà.

Oggi 28 dicembre mentre uscivamo dal film Memorie di una Geisha, un vento ghiacciato ha portato all’orecchio del passeggiatore più alto una notizia che gli ha riscaldato il cuore e ghiacciato la pelle:

per un attimo siamo stati altrove, a Stoccolma ma non ce ne siamo neppure accorti, e alla fine abbiamo avuto l’impressione di non esserci mai stati.

Il tempo scorre troppo veloce quando pensi con prudenza, il tempo non scorre mai quando sei incatenata alle tue paure.

Allora cerco sollievo in Firenze, sperando che con l’aria d’arte si possa in qualche modo colorare una neutra necessità di esprimere un qualcosa che forse non esiste in nessuno e che non esisterà mai neppure nelle speranze nascoste di un bambino.

Le foglie cadono, il ghiaccio si forma, si solidifica, si espande, conquista, e poi si scioglie, lento, portando con se un rotolo di tempo andato.

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